Libero, Feltri precisa: Sallusti non mi ha tolto il posto, anzi. Sono stato io a “farlo prendere”

Dopo l’arrivo a Libero di Alessandro Sallusti, che ha dato l’addio al Giornale, Vittorio Feltri puntualizza: “Ruggini? Roba antica. Resto il direttore editoriale. Basta prendere Libero – spiega Feltri al Corriere della Sera – e guardare, c’è scritto che sono io. Poi per carità, magari stanotte muoio e non lo sono più. Poi chi se ne frega se i miei articoli vanno in prima o a pagina 6! Quando stavo al Corriere, se finivo a pagina 16 mica me la menavo. Io in scadenza? Non abbiamo parlato di contratti con gli Angelucci, visto che non ne ho mai avuto uno. Io sto nel cda, mi sono dimesso dall’Ordine dei giornalisti. Chi oggi mi chiama giornalista, lo querelo. Ho accumulato un patrimonio che mi permette di trascorrere due vite senza lavorare. È una colpa? Se gli editori mi pagano bene, ci sarà un motivo”.

 

“L’editore, – prosegue Feltri al Corriere – l’ho obbligato io a prendere Sallusti. Marina Berlusconi è incavolata nera per il deficit del Giornale, ma tutti noi siamo nei guai. Il mercato e i social hanno affondato la carta stampata e sopravviviamo perché ci comprano i vecchi. Purtroppo, il Covid ce ne ha ammazzati tanti. Se mi cacciassero da Libero potrei andare da Travaglio al Fatto. Lo stimo. Sono anche amico di Padellaro. Ma i 5 Stelle mi stanno sulle palle. Comunque, noi della stampa ormai siamo di serie B. Da quando c’è la dittatura d’internet, stiamo tutto il giorno a farci ipnotizzare dal computer, autoreferenziali. E pochi ormai alzano il culo”.

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