La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese sembra quasi diventata sovranista. E’ molto scettica sulle ricette di Bruxelles in tema di sbarchi. «L’accordo di Malta non ha dato i frutti sperati», ha sospirato in mattinata la ministra dalla prefettura di Palermo. Si riferiva alla tanto strombazzata intesa sulla ricollocazione dei migranti in Europa su base volontaria. Persino un bambino avrebbe fiutato che i nostri partner Ue ci stavano solo prendendo in giro. Ma era vietato dirlo senza passare per biechi sovranisti, razzisti, fascisti, e via dicendo. Ora però lo ammette la Lamorgese che fa la spola il Nord-Africa e Bruxelles in cerca di quella solidarietà che finora non ha trovato.
«Occorre far sentire la nostra voce», ha aggiunto ricordando che anche «Draghi è andato a parlare in Europa» per ricordare a chi di dovere che «il problema delle migrazioni è importante». E ancora: «Ci può essere una migrazione sostenibile e umana, ma nello stesso tempo deve avere delle regole». Bene, brava, bis. Addirittura da incorniciare la sua conclusione: «L’immigrazione è un fenomeno complesso che deve essere governato. Il decreto flussi deve essere rivisto in termini di quote». Lo ha detto proprio la Lamorgese. Eppure sembrava Salvini.
