Luigi Di Maio ha rivolto ufficialmente le sue scuse a Simone Uggetti, ex sindaco Pd di Lodi prima condannato e poi assolto in appello dall’accusa di turbativa d’asta perché “il fatto non sussiste”. Le scuse sono state mosse per “la gogna mediatica” innescata dal Movimento, ma Danilo Toninelli non ci sta.
L’ex ministro, infatti, ci ha tenuto a chiarire che la sua posizione è diametralmente opposta: “Non c’è da chiedere scusa, prima voglio vedere le carte perché è un problema di moralità, bisogna prima guardare le motivazioni della sentenza”, ha tuonato il grillino ortodosso di fatto prendendo le distanze da Di Maio. E Toninelli non ha aggiunto niente altro, punto e stop, la verità è la sua e della sua forca.
Ma d’altronde la parola di Toninelli, eufemismo, lascia il tempo che trova. Vi ricordate quando diceva: “Non ci vengano a chiedere i voti per Mario Draghi“? Bene, si è vista come è andata a finire. Oppure, ricordate il suo balletto su Gregoretti e Open Arms, dove ha detto tutto e il contrario di tutto per dar contro a Matteo Salvini? E ancora, stiamo parlando di uno che era convinto che il tunnel del Brennero fosse utilizzato “principalmente ancora per il trasporto su gomma”. Ma il tunnel non esisteva…
