É un vizio: i sinistrati vanno apposta in libreria per mettere la Meloni a testa in giù

La giornalista Gaia Tortora pubblica sui social la foto del libro di Giorgia Meloni rovesciato tra altri libri tutti ordinatamente esposti. Per i compagni dunque se vai in libreria non ti devi dimenticare di mettere la leader di FdI a testa in giù. Una bravata che, come scrive Secolo d’Italia, pare sia la nuova forma di resistenza adottata dagli antifascisti militanti. I quali sono ridotti a questo: aggirarsi furtivi tra i volumi esposti in libreria e poi, zac, rovesciare il libro per lasciare la loro impronta demenziale…

Giorgia Meloni se ne può anche tranquillamente infischiare visto che il suo libro ha scalato le classifiche. Un caso editoriale. E non è capitato con nessun altro libro di un politico. In soli 10 giorni dall’uscita il libro ‘Io sono Giorgia’ (Rizzoli) è balzato al secondo posto della classifica dei libri più venduti nella top ten stilata da Nielsen. Il volume, sugli scaffali dall’11 di maggio, è infatti secondo in classifica con una tiratura di 100mila copie e 5 edizioni. Il volume è preceduto, sul podio, solo dal romanzo di Lucinda Riley, ‘La sorella perduta’, new entry svettata in cima alla classifica.

Una circostanza che proprio non viene digerita a sinistra, dove è sempre ben radicato è il vizietto dell’annientamento del nemico. Figuriamoci poi se la “nemica” in questione ha successo nei sondaggi e tra gli scaffali della Feltrinelli. La cosa provoca troppi mal di pancia. E pensano di curarseli rovesciando le copertine…

Su Twitter Gaia Tortora inaugura il dibattito: è una moda? Una propaganda involontaria? Una scemenza? Un atto di inciviltà? Più che altro la testimonianza di quanto sia caduta in basso la sinistra, rosicona e livorosa. La maggioranza dei commentatori del tweet di Gaia Tortora appare fortemente critica verso un gesto di intolleranza ingiustificato. C’è chi testimonia che almeno in tre librerie ha visto il libro capovolto e chi sostiene di avere beccato in flagrante due presunti intellettuali con l’occhialetto tondo intenti a rovesciare il volume. C’è pure chi, da antifascista, si indigna per tanta stupidità e sottolinea che proprio questi atteggiamenti finiscono per contribuire al successo di “Io sono Giorgia“. E infine c’è chi conia un nuovo slogan: “Ogni copia messa a testa in giù, Giorgia prende 5 voti in più…”.

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