La sindaca di Roma Virginia Raggi ammette l’errore del nome di Ciampi sulla targa che avrebbe dovuto inaugurare la piazza intitolata al presidente emerito su Lungotevere Aventino. C’era scritto Azelio invece che Azeglio.
Dopo che lo staff della sindaca si è accorto dell’errore, l’inaugurazione è stata sospesa. La targa marmorea è rimasta nascosta dietro al drappo. Per evitare l’ennesima figuraccia istituzionale della Raggi a favore di telecamera. Motivazione ufficiale: la scheggiatura del marmo. Smentita a tempo di record da Calenda che immortala in ‘controluce’ l’errore. Dopo tre giorni di ironie e sbeffeggiamenti sui social, la Raggi ammette la gaffe. Si arrampica sugli specchi, poi è costretta a riconoscere che “la figuraccia resta”.
Sulle prime, nella chat della maggioranza, annuncia la rimozione della funzionaria dell’ufficio toponomastica. Capro espiatorio dell’errore sulla targa di Ciampi. “Ha ricevuto una lettera con un procedimento disciplinare ed è già stato rimosso”, tranquillizza i consiglieri. E lo conferma, ospite di Bianca Berlinguer. In realtà, come ricostruisce Repubblica, la dirigente capitolina è ancora al suo posto. Prima di qualsiasi sanzione, sottolineano i sindacati, l’interessata deve essere ascoltata.
Poi segue uno scaricabarile imbarazzante. Per coprire i vertici del cerimoniale saldamente nelle mani di Roberto Sorbello e Luca Trifone. Che nella versione della Raggi non compaiono mai. Il primo sarebbe intoccabile, secondo fonti capitoline riportate dal quotidiano. L’uomo ombra della sindaca negli ambienti che contano. Lavora gratuitamente per il Comune di Roma ma – scrive Repubblica – “percepisce una lauta pensione”. Prima dell’incarico capitolino è stato capo del Cerimoniale alla Camera. Dove avrebbe ancora un suo ufficio. Chiamato dal portavoce della Raggi, doveva essere candidato al Senato con i 5Stelle.
Trifone, arrivato a marzo 2020, è a capo della direzione del Gabinetto della sindaca. Si occupa di relazioni tra le istituzioni. E sovrintende all’organizzazione di anniversari, ricorrenze significative, inaugurazioni importanti. Come quella della piazza intitolata a Ciampi. Eppure non si è accorto di nulla. Ma le targhe, fa notare chi ha lavorato al Gabinetto del sindaco prima della Raggi, le targhe non si controllano il giorno stesso dell’evento. Come avrebbero invece fatto i responsabili del cerimoniale. Ma di loro la sindaca non fa menzione. Così le responsabilità vengono attribuite alternativamente al marmista, “che purtroppo era di Velletri”. Poi alla funzionaria che “ha sbagliato a inviare l’ordinativo”. Purtroppo – spiega con disarmante ingenuità la sindaca di Roma – “la gara è stata vinta da una ditta di Velletri. Fosse stata di Roma probabilmente la targa sarebbe stata cambiata anche prima della cerimonia”. Al netto delle scuse, però, ammette “la figuraccia resta”.
