Secondo il leader della Lega Matteo Salvini è giusto che un lavoratore accetti 600 euro per andare a fare il cameriere. Lo ha affermato intervenendo a Rainews. Le parole di Salvini fanno subito il giro del web e scoppia la polemica. Su Twitter alcuni ricordano che la soglia di povertà oggi stabilita dall’Istat ammonta a 780 euro, e che non dovrebbe esistere per un cameriere una paga mensile (regolare, si intende) di 600 euro, specie se consideriamo le tante ore di lavoro che caratterizzano il mestiere.
La frase di Matteo Salvini mette nel mirino il Reddito di Cittadinanza, misura voluta dal Movimento 5 Stelle. Ma non dimentichiamo che c’era lui in Consiglio dei Ministri quando il governo di cui faceva parte ha votato e approvato a larga maggioranza il beneficio grillino. Poi quella coppia di fatto con il Movimento 5 Stelle non ha terminato la luna di miele ed è partita la corsa alla demonizzazione del provvedimento che mirava (con annesse e innegabili storture nella gestione dei sussidi) a sostenere tutte quelle persone alla ricerca di un posto di lavoro.
E oggi Matteo Salvini è riuscito nell’impresa di “giustificare” quegli imprenditori che offrono occupazione (anche stagionale) con compensi irrisori. “Molto semplicemente, se tu prendi 600 euro per stare a casa a guardare la televisione e ti offrono 600 euro per fare cameriere… la soluzione la lascio intuire”, ha detto Salvini. Il riferimento a “stare a casa” chiama in ballo proprio il sussidio M5S. E ripete quello che abbiamo sentito in questi giorni da parte di tanti “imprenditori” della ristorazione. Che se la prendevano con il RdC perché non trovavano personale. Certo è che il reddito in questione si è rivelato uno strumento fallimentare, finito nelle tasche di migliaia di “furbetti”, mafiosi, persino assassini, e che andrebbe assolutamente rivisto.
