L’accusa al colosso Ikea è gravissima: aver fatto spiare diverse centinaia di dipendenti e lavoratori fra il 2009 e il 2012.
Il tribunale di Versailles ha riconosciuto la colpevolezza in “ricettazione di dati personali in modo fraudolento”. Però è stata esclusa in particolare l’imputazione più grave, la “sorveglianza di massa”.
La condanna getta un’ombra nera sullo sfruttamento degli operai delle grandi multinazionali. Costretti a orari pesantissimi, sottopagati e spesso controllati a vista.
A questo si aggiunge il rischio della perdita del posto di lavoro causata dai ‘tuttofare online” nel trasporto e montaggio dei mobili ikea. Sono circa 100 gli operai scesi in sciopero da 5 giorni a Roma negli stabilimenti di Porta di Roma e Anagnina. Al grido di “i diritti non si smontano”. Come si legge sugli striscioni. Da 5 giorni sit-in e presidi, furgoni sotto gli store insieme a bandiere e striscioni.
Per anni si sono occupati del trasporto, montaggio e smontaggio dei mobili del colosso svedese. Ora, con l’appalto della Rhenus logistic spa, si sentono minacciati dai taskers disponibili sulla piattaforma acquisita di recente da Ikea. Che mette in connessione diretta i consumatori con i lavoratori freelance.
Una protesta sostenuta dall’Ugl che vuole vederci chiaro. “La mobilitazione dei lavoratori post vendita di Ikea che sta bloccando decine di montaggi previsti. E continuerà ad oltranza fino a quando Ikea non si degnerà di incontrare una delegazione della Ugl. Che ad oggi rappresenta il 90% della squadre in carico all’azienda appaltatrice Rhenus logistic”, scrive il sindacato. Che ha coinvolto anche l’ispettorato del lavoro. I lavoratori sono esasperati. E domani porteranno la protesta sotto il Parlamento. Un sit in davanti a Montecitorio per chiedere ai deputati di farsi carico di questa vertenza.
