Un gruppo di cinesi all’esterno della Texprint ha picchiato dei lavoratori durante la manifestazione del presidio organizzato dai Si Cobas. Alcuni dipendenti e soci dell’azienda sono al centro di una durissima vertenza che dura ormai da mesi e che ha già avuto strascichi di natura giudiziaria.
E’ successo a Prato. Sul posto è intervenuta la polizia che ha riportato la calma e sta ora cercando di ricostruire quanto avvenuto. E’ intervenuto anche il 118 con i sanitari che hanno soccorso cinque persone: tre sono state portate al Santo Stefano (due in codice verde, uno in giallo), mentre altri due sono stati medicati sul posto e hanno rifiutato il ricovero.
In un video pubblicato sulla pagina Facebook dei Sì Cobas si vedono alcuni momenti del tafferuglio, con alcuni cinesi che cercano di forzare il picchetto dei manifestanti che bloccano un camion in uscita dall’azienda. Uno dei cinesi usa un mattone per picchiare un manifestante. I Sì Cobas parlano di “aggressione squadrista” ai danni dei tre manifestanti pakistani che in quel momento erano presenti al presidio, che sarebbe stato danneggiato. L’azienda, che ha in mano altri video, respinge al mittente ogni accusa: “Quello di oggi – si legge in una nota di Texprint- è apparso l’epilogo di un disegno criminoso finalizzato a creare la colluttazione; non avendo ottenuto il risultato con le continue e reiterate provocazioni, ingiurie e minacce (prontamente denunciate alla Procura della Repubblica) i manifestanti sono passati alle vie di fatto per alzare il livello dello scontro”.
A quelle immagini, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni reagisce con rabbia sui social:
“Fuori un’azienda tessile di Prato, un gruppo di cinesi armati di mattoni, ha picchiato i dipendenti che protestavano per le pessime condizioni di lavoro.
Qui non siamo in Cina! Qui la salute e le condizioni dei lavoratori contano.
Serve un controllo serrato su questo tipo di imprese, che spesso operano in condizioni di totale illegalità e hanno anche l’ardire di aggredire i dipendenti”.
