Secondo quanto riporta Secolo d’Italia, Joe Biden non avrebbe l’appoggio dei vescovi. Da un lato il presidente, cattolico praticante e tuttavia deciso a non contrastare l’aborto in nome della laicità delle istituzioni. Dall’altro i vescovi Usa in stragrande maggioranza (73 per cento) favorevoli ad un documento sulla comunione che potrebbe negare il sacramento ai politici non pro-life. La già surriscaldata vicenda politica statunitense si accinge a scrivere un nuovo capitolo che mette la Casa Bianca nel mirino delle gerarchie cattoliche. Ma che rischia di spaccare la comunità dei fedeli e la stessa Chiesa. Non fosse altro perché il documento approvato ieri dai vescovi ha ignorato le sollecitazioni del Vaticano.
Probabilmente perché – azzarda la Stampa – molti presuli sono stati nominati da Giovanni Paolo II o da Benedetto XVI. Prova ne sia che l’arcivescovo di New York Wilton Daniel Gregory, nominato cardinale da Bergoglio, ha già fatto sapere che continuerà a dare la comunione a Biden. Tutto nasce dall’iniziativa di José Horacio Gomez, arcivescovo di Los Angeles e presidente della Conferenza episcopale americana (Usccb). È lui l’ispiratore del documento, la cui tesi di fondo è un richiamo ai cattolici in posizione di leadership affinché «testimonino la fede». Nel caso di Biden, questa “testimonianza” non c’è.
