Agenzia delle Entrate, nel 2021 nessun controllo (tranne per gli atti in scadenza)

Nel 2021 gli uffici dell’Agenzia delle entrate non faranno controlli, o meglio si limiteranno agli atti in scadenza. Il calo preventivato, sulla base dei piani di budget e obiettivi diramati agli uffici, tra accertamenti e verifiche è tra il 75% e il 70% a seconda delle zone. La scelta è un po’ obbligata, considerato che l’orientamento, nel percorso di uscita dalla pandemia, è di non vessare ulteriormente i contribuenti e concentrarsi su altri aspetti della macchina amministrativa come erogare i contributi a fondo perduto e accelerare sui rimborsi e crediti di imposta, in particolare quelli legati alla ricerca e sviluppo. I dati del calo dell’attività ispettiva tradizionale, sono quelli comunicati in questi giorni alle diverse direzioni regionali che stanno ultimando i budget e gli obiettivi. Mentre, sempre l’attività della macchina fiscale sta subendo una accelerazione nel campo delle procedure concorsuali. Anche questo sintomo di un momento storico particolare per l’Italia; aumentano le procedure concorsuali e con esse l’obbligo per legge di insinuazione al passivo dei creditori e in questo caso dell’Agenzia della riscossione che deve cercare di recuperare, se possibile, i crediti indicati nei ruoli. E’ la fotografia di una macchina amministrativa che cerca di darsi nuove funzioni alla luce di una lenta ripresa.

Accanto a questo c’è anche da non sottovalutare il progetto di riforma sia dell’Agenzia della riscossione sia delle imposte nella loro generalità con l’obiettivo, tra gli altri, di un’opera di semplificazione degli adempimenti.

Controlli. Continua, dunque, l’andamento registrato nel 2020 che ha portato la macchina fiscale a fermarsi causa restrizioni sia della propria attività sia delle attività economiche in senso più ampio. Nella circolare 4/21 l’amministrazione finanziaria ha indicato le proprie priorità di intervento concentrando le analisi attraverso una mappa del rischio fiscale graduato per soggetto dal grande contribuente al piccolo. Su questo si preme il piede sull’acceleratore di nuove funzioni informatiche, algoritmi in gradi di raffinare la ricerca ed estrapolare, dalla mole di dati presenti nelle banche dati di diretto accesso dell’Agenzia, gli elementi più interessanti per le eventuali verifiche.

Accelerare sui rimborsi e sui contributi a fondo perduto. La macchina in questo caso è rodata per quanto riguarda i contributi a fondo perduto. Dopo le erogazioni del 2020 di oltre 8 mld di indennizzi, il lavoro continua nella gestione delle istanze dei sostegni. A questo proposito, oltre la fase di erogazione della seconda tranche di sostegni automatici, che dovrebbe essere già entrata nel vivo, nelle direzioni regionali stanno arrivando anche le istanze legate alla sospensione, i cosiddetti scarti delle domande.

Su questo in alcune unità locali si stanno attivando delle vere e proprie task force per gestire il lavoro. Ma sulla distribuzione territoriale del lavoro qualche perplessità la manifesta Vincenzo Patricelli, coordinatore di Flp, sigla sindacale dei lavoratori dell’Agenzia delle entrate: «La Flp è convinta che per quest’anno, e forse anche per il prossimo, si debba procedere a dare. Purtroppo la direzione dell’Agenzia fatica a farlo comprendere in periferia dove spesso le indicazioni non vengono rispettate. Da ultimo, la Puglia per la riscossione e la Basilicata, che ha distolto personale dall’assistenza, si sono mosse in controtendenza. Ci vorrebbe un controllo maggiore da parte del direttore dell’Agenzia, Ruffini».

Sui rimborsi, in una audizione al senato, il direttore dell’ Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini ha evidenziato che alcune informazioni derivanti dalla fatturazione elettronica sono a disposizione degli addetti alla lavorazione dei rimborsi Iva, consentendo agli uffici dell’Agenzia di effettuare i controlli di spettanza sui rimborsi in maniera più approfondita e allo stesso tempo più rapida, diminuendo altresì le casistiche in cui risulta opportuno richiedere ulteriore documentazione al contribuente. E sulla gestione di questi dati è nata, infine, una querelle tra autorità dello stato che ha visto il direttore dell’Agenzia attribuire al garante privacy resistenze all’utilizzo dei dati contenuti nelle e-fatture, una resistenza che si trasformerebbe in lacci alla lotta all’evasione. Sul punto si ricorda che l’attività del Garante privacy di solito affianca la stesura dei provvedimenti secondari fiscali, dandone pareri e coordinandone i contenuti con le regole europee in materia di privacy.

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