Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, ha segnalato dati drammatici: “L’impatto del Covid è stato simile a quello di una guerra. In termini di prezzo di vite umane il prezzo è stato lo stesso, se non di più”.
“E’ legittimo ipotizzare – ha spiegato Blangiardo – che il clima di paura e incertezza e le crescenti difficolta’ di natura materiale (legate ad occupazione e reddito) generate dai recenti avvenimenti abbiano avuto e continuino ad avere un’influenza negativa sulle scelte di fecondita’ delle coppie italiane. I dati relativi ai primi due mesi del 2021 confermano, del resto, un calo delle nascite, rispetto al 2020, dell’ordine del 14% nel mese di gennaio e in quello di febbraio – corretto per il numero di giorni – una riduzione del 5%. Appare quindi altamente verosimile, anche a seguito dei prevedibili effetti del calo dei concepimenti durante la seconda ondata del virus (ottobre-dicembre 2020), che le nascite nel corso del 2021 scenderanno sotto la soglia delle 400 mila unità”.
Blangiardo ha evidenziato come “l’emergenza pandemica insorta nei primi mesi del 2020, abbia influito oltre che sull’aumento del numero di decessi, anche sulla stessa frequenza annua di nati”. “Il quadro demografico italiano è caratterizzato da una significativa crescita della sopravvivenza, se si esclude la parentesi del 2020 – ha spiegato – e da un altrettanto marcato calo della natalità, con un conseguente invecchiamento della popolazione più veloce rispetto al resto d’Europa. Negli ultimi decenni è aumentato lo squilibrio nella struttura per età e più recentemente si sono manifestati i segni della recessione demografica, con un saldo migratorio che non è più in grado di compensare la dinamica negativa del saldo naturale.
