Cresce la rabbia dei cittadini per la vergogna del poliziotto indagato per gli spari alla Stazione Termini. La sua colpa: avere evitato una tragedia. L’agente, infatti, è stato costretto a sparare un colpo di pistola per immobilizzare un immigrato ghanese, pluripregiudicato, armato di coltello. Che sabato scorso nei pressi della stazione Termini si aggirava seminando il panico. E minacciando i passanti.
Eppure la Procura della Repubblica lo ha indagato. Per eccesso colposo dell’uso legittimo delle armi. E il poliziotto che ha fatto il suo dovere per difendere i passanti dovrà pagarsi un avvocato. Un atto dovuto, si dice. Ma i cittadini sono furiosi. Le immagini che hanno fatto il giro dei social non fanno che accrescere la rabbia. “Un premio dovrebbero dare a quell’agente, altro che indagine”, dicono. “A Roma non ci facciamo mancare più nulla. E tocca assistere persino all’iscrizione nel registro degli indagati dell’agente che ha bloccato nell’unica maniera che poteva l’africano. Che minacciava con un coltellaccio chiunque passasse alla stazione Termini”.
I commenti sul web danno il termometro della indignazione che sale. “Roba da matti invece di promuoverlo lo puniscono pure”. “Purtroppo i poliziotti dovevano farsi accoltellare allora forse sarebbero non punibili”. E ancora “una delle tante vergogne di questo Stato. E di chi lo governa. Con scuse di buonismo”. “In Francia, in Spagna, in Gran Bretagna questo immigrato irregolare sarebbe stato regolarmente abbattuto senza nessuna remora”. I cittadini non hanno dubbi. E stanno dalla parte dei poliziotti che fanno il loro dovere. Senza se e senza ma. Come avrebbe dovuto fermare quell’immigrato irregolare armato di un coltellaccio? Con un mazzo di fiori? (Secolo d’Italia)
