Matteo Salvini è stato molto chiaro sulla legge Zan: “L’attenzione va posta sulle definizioni nell’articolo 1, criticate da molti e che vanno modificate: non vogliamo che l’educazione gender entri nelle scuole, né possiamo tollerare restrizioni alla libertà di pensiero o parola. Sono contento che anche la Santa Sede abbia espresso dei dubbi. Come peraltro, da versanti diversi, hanno fatto esponenti femministe e della comunità Lgbt”.
Il leader della Lega aggiunge: “Senza dialogo, i numeri non ci sono“. Parole che suonano come una sfida e un nuovo “buttare la palla in tribuna”, come spiegano fonti parlamentari dem. E allora arriva l’altolà del Nazareno: “Dopo gli atti, le parole e i comportamenti di ostruzionismo totale tenuti in questi mesi, è evidente che l’offerta di dialogo della Lega non è credibile. E’ solo un atteggiamento strumentale finalizzato a far impantanare il provvedimento. In ogni caso, la prima cosa da fare è votare l’approdo del Ddl Zan in Aula“, viene spiegato dal quartier generale dem: “L’ipotesi di arrivare a un testo condiviso diverso da quello che ha avuto il via libera della Camera è altamente improbabile. La strada maestra è approvare al Senato il testo così come è uscito dalla Camera, senza modifiche, senza riaprire alcun fronte”. Anche perchè, avvertono dal Pd: “Con i voti di Iv la maggioranza c’e‘”.
Una linea che viene esplicitata poco dopo dal segretario Enrico Letta, a Milano per incontrare il sindaco in corsa per la rielezione, Beppe Sala: “Secondo noi il ddl Zan così com’è costruito ha al suo interno tutte le componenti e tutte le garanzie, in questo momento la cosa migliore è andare in parlamento e ognuno dirà la sua. La nostra è di approvarlo così com’è”, sottolinea Letta per il quale “il Parlamento è il luogo del confronto, naturale e per definizione, quindi andiamo in Parlamento e lì ci confronteremo”, anche se i precedenti non sembrano incoraggianti: “Io penso che la Lega non sia credibile quando chiede tavoli e confronti perché la Lega su questo tema ha semplicemente cercato di affossare tutto fin dall’inizio, di fare solo e soltanto ostruzionismo”, chiosa Letta.
