“Perché non applicare contro gli abusi e le manifestazioni di odio nei confronti della Religione Cattolica e dei suoi simboli – perpetrati durante i Gay Pride svolti lo scorso fine settimana – la Legge Mancino, del 25 giugno 1993, n. 205, che sanziona e condanna frasi, gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitamento all’odio, l’incitamento alla violenza, la discriminazione e la violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali e che tra l’altro, punisce anche l’utilizzo di emblemi o simboli che incitino all’odio?
O forse sì dirà che tale legge non protegge la religione cattolica, ma solo alcune altre religioni?
Dopo tutto tale legge è tanto cara proprio alle associazioni LGBTQI, che vorrebbero estenderla alle discriminazioni d’odio subite dai componenti della loro comunità.
C’è, infine, una piccola precisazione da fare: questa legge contro l’incitamento all’odio nei confronti delle religioni è già esecutiva, e potrebbe essere applicata, sin da ora, proprio nei confronti di chi chiede rispetto, come le associazioni lgbtiq, ma non lo ricambia, offendendo, invece, gravemente e in modo grossolano la religione cattolica e i suoi simboli”. Lo scrive sui social l’Avvocato e Professore di Diritto di Famiglia presso l’Istituto Italiano di Criminologia di VV, Giancarlo Cerrelli.
