Due sondaggi, lanciati da Money.it, rivelano quanto la legge Zan sia meno apprezzata da quando il Vaticano si è esplicitamente dichiarato contrario.
Un sondaggio recente, del 16 aprile, aveva indicato un 56% di rispondenti favorevoli all’istituzione del reato di omotransfobia. Ma il 25 giugno le cose sono cambiate: sono scesi al 46% i consensi.
La tesi portata avanti dal centrodestra è che questa legge andrebbe a introdurre un reato di opinione.
Il timore della Santa Sede sarebbe che il ddl Zan, se approvato così com’è, possa mettere a rischio la libertà di pensiero dei cattolici, visto che alcune posizioni espresse potrebbero essere perseguite come reato.
C’è poi la questione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia prevista dal ddl, con anche le scuole paritarie che a quel punto dovrebbero celebrare la ricorrenza.
Alessandro Zan, che ha dato il nome alla legge, ha voluto specificare che “il testo non limita in alcun modo la libertà di espressione, così come quella religiosa”, rispettando anche “l’autonomia di tutte le scuole”.
