Il mini rinvio dei versamenti al fotofinish. Come è ormai tradizione ieri sera il ministero dell’economia delle finanze ha diffuso una nota in cui anticipa gli effetti del dpcm di proroga dei versamenti di giugno. Lo slittamento arriva a poco più di 24 ore dalla scadenza del 30 giugno e riguarda i soggetti Isa e forfettari che potranno rinviare (laddove dato il poco tempo non l’abbiano già fatto) il versamento e il saldo degli F24 al 20 luglio senza il pagamento di sanzioni o al 20 agosto pagando con una maggiorazione dello 0.40%. L’ufficializzazione del rinvio, per quanto fosse dato per certo dagli intermediari, è necessaria per consentire eventualmente di riprogrammare il calendario fiscale già molto complicato per le attività degli studi. Fino a fine luglio sono previste 263 scadenze e nelle scorse settimane si era chiesta una proroga di più ampio respiro. Nella nota si precisa che «per tener conto dell’impatto che l’emergenza Covid-19 ha avuto anche quest’anno sull’operatività dei contribuenti di minori dimensioni e dei loro intermediari, è stato adottato un dpcm che proroga il termine di versamento del saldo 2020 e del primo acconto 2021 ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva». Il decreto era pronto ed è rimasto fermo sulla scrivania del ministro dell’economia Daniele Franco fino all’ultimo momento utile a una comunicazione che non fosse di rimessione in termini e cioè a scadenza avvenuta. La proroga con questa modalità arriva comunque sui nervi già provati dei professionisti. Venerdì 25 giugno alle 20 l’Agenzia ha diramato, a termini per le correzioni già superati, la circolare di 539 pagine con le istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi e in particolare del 730. Ieri sul punto l’Associazione nazionale commercialisti ha evidenziato la situazione non proprio rosea. I professionisti «sono costretti troppe volte a fare i conti con i ritardi della pubblica amministrazione, questa volta però l’Agenzia delle entrate con la circolare del 25 giugno è riuscita a superare il limite». Per Anc questa pubblicazione «avviene in totale spregio del lavoro dei professionisti, i cui studi, in questi mesi, sono sottoposti a un carico di lavoro abnorme, e anziché poter fare affidamento su informazioni chiare e tempestive, devono scontare i ritardi cronici di una Pubblica amministrazione del tutto incurante delle conseguenze che i suoi ritardi determinano». Fa eco il senatore FdI, Andrea De Bertoldi: «Credo si debbano rispettare i contribuenti e i loro professionisti garantendo certezze e possibilità di valutazione tempestive nell’ottica della programmazione economica».
