Gianni Alemanno è stato assolto dalla Cassazione. In una intervista al Messaggero racconta che la colpa del suo incubo giudiziario è da addebitare a delle scelte sbagliate in merito alle persone che gli sono state vicine.
“Una cosa che ho imparato da questa vicenda – afferma Alemanno – è che in politica la scelta della squadra è fondamentale: a me è bastato sbagliare un paio di persone per arrivare al disastro”.
“L’incubo è iniziato il 2 dicembre 2014 – ricorda l’ex sindaco di Roma – con l’avviso di garanzia per associazione a delinquere di stampo mafioso e la perquisizione a casa. Poi le prime sentenze, che avevano superato le richieste del pm, fino ad arrivare a una condanna a sei anni. A un certo punto non sapevo più a cosa credere. Avevo grande fiducia nella Cassazione, anche se venivo da sette anni di gogna mediatica. La sentenza ha completamente demolito un impianto accusatorio in cui tutta la città è stata infangata in maniera violentissima. In tutto il mondo è circolata l’immagine di una Roma mafiosa, di un sindaco accusato di essere mafioso. E alla fine nulla di questo era vero”.
