Euro 2020, tutto pronto per la finale. Mancini: siamo forti, ma attenti a Sterling

Euro 2020, ci siamo. Alle 21 di questa sera, lo stadio Wembley di Londra è pronto a trasformarsi in un’arena in cui i gladiatori azzurri sfideranno i leoni inglesi. È la notte di Mancini: l’uomo che ha ridato vigore alla nazionale. Nuova linfa al tifo tricolore. E, soprattutto, il ct che ha restituito a calciatori e appassionati del pallone, il sogno di un traguardo che ha fin qui tinto di blu il grigiastro cielo londinese. Il ct che centellina i sorrisi ma dispensa speranza di vittoria. L’allenatore grintoso in campo e schivo davanti le telecamere. Il leader di una squadra che sotto la sua guida ha ritrovato unione e carica motivazionale. Un capitano che ha guidato la nave azzurra fino in porto.

 

Certo, i precedenti arbitrali del regalino di un rigore concesso agli inglesi. E la finale da disputare in casa loro, non aiutno a tranquillizzare gli animi. Ma Mancio si dice sereno. Fino a ieri neppure agitato («forse domani lo sarò di più» ha rivelato 24 ore fa alla stampa). E addirittura fiducioso che quella di oggi, 11 luglio, «possa essere una data ancora importante per noi italiani»: alludendo alla ricorrenza dell’anniversario della vittoria dell’Italia ai Mondiali del 1982. E allora, incita i suoi Mancini. E anche se la sfida si giocherà a Wembley: dove ci saranno pochi italiani rispetto ai tifosi inglesi, il ct non demorde.

Anzi, rilancia e dichiara: «Speriamo di ascoltarli alla fine, i nostri. Durante la partita abbiamo altro a cui pensare», afferma il mister divertito da chi lo incita ad avere lo spirito di Braveheart. «Vignetta simpatica quella degli scozzesi, ma dobbiamo solo pensare a giocare bene e fare la nostra partita», conclude Mancini. E tutta l’Italia è con lui. Freme. Gioisce. Si esalta e si preoccupa col ct alla prova più importante della sua carriera da allenatore.

E allora stasera, risultato a parte, sarà comunque la notte del riscatto per lui. Che, non a caso, a chi gli chiede cosa rappresenti la sfida contro l’Inghilterra, il ct replica: «È uno dei momenti più importanti. Non ho vinto da giocatore né con l’Under 21. Né il Mondiale del ’90 che avremmo meritato. Spero di prendermi oggi le soddisfazioni che non sono riuscito a prendermi da giocatore, pur giocando in squadre fortissime». Infine, un ultimo avvertimento ai suoi: «Attenti a Sterling». E sempre forza Italia. (Secolo d’Italia)

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