“Le nostre priorità saranno una terapia d’urto sulla pulizia della città e la cura del verde pubblico. Ma anche la bonifica delle stazioni ferroviarie, le porte di ingresso della città, che vanno liberate da sbandati e criminali. Quindi tolleranza zero sul degrado, sui roghi tossici, sui gesti di inciviltà che offendono la città”. Così Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma per il centrodestra, in un’intervista a “Il Giornale”, promette che nei primi 100 giorni, se le cose andranno come auspicato, per Roma potrebbe esserci una sorta di rivoluzione copernicana.
“E – aggiunge – tolleranza zero nei confronti di qualsiasi abuso. Termini è il biglietto da visita della città. Una città pulita, sicura, efficiente la vogliono tanto i turisti quanto i cittadini. E Roma dovrà tornare a essere una città illuminata dal centro alla periferia, sicura e presidiata. Per questo stabiliremo un tavolo permanente con prefetto, autorità e ministro dell’Interno, proprio perché ci sia un’attenzione assolutamente vigile e puntuale sulla sicurezza”.
Non si spaventa, anzi, l’unità della coalizione la sta vivendo come una marcia in più: «A me fa molto piacere da romano e poi esser riusciti a metter d’accordo tutto il centrodestra, dai più piccoli ai più grandi, francamente è motivo di orgoglio. Loro mi hanno chiesto una cosa sola- spiega a Chiara Giannini- : di garantire la buona amministrazione, cioè il corretto esercizio del potere, nessun altro tipo di impegno. Di costruire una squadra che sia all’altezza». Non è poco, soprattutto se la squadra c’è. «Abbiamo già la Matone come pro sindaco; che ha la conoscenza perfetta dei dicasteri di Stato essendo stata capo di gabinetto e capo del legislativo. E poi si occuperà di servizi sociali dopo vent’ anni di esperienza ai vertici a capo della magistratura minorile». “C’è anche Vittorio Sgarbi – prosegue Michetti- che si occuperà di arte e cultura: e anche lui è un fuoriclasse nel suo ambito e quindi si vince con una squadra di fuoriclasse. Con nomi importanti”. «Roma dovrà tornare a pullulare di eventi, di grandi eventi. (Secolo d’Italia)
