Aziende in crisi ma sinistra pensa a ddl Zan. Whirlpool licenzia più di 300 lavoratori

E’ stata avviata una procedura di licenziamento collettivo per lo stabilimento Whirlpool di Napoli. Secondo l’azienda nonostante le trattative portate avanti e gli scenari di transizione prospettati non sarebbe emersa “nessuna alternativa”.

L’azienda si è detta pronta anche a fornire un pacchetto di incentivi per favorire l’esodo, resta aperta la possibilità per i dipendenti di trasferimento all’interno del gruppo. Nello specifico, sarà di 85mila euro l’incentivo per i lavoratori dello stabilimento di Napoli che decideranno di lasciare volontariamente l’azienda.

“Dall’apertura della procedura di licenziamento collettivo, il 15 luglio sono 75 i giorni a disposizione per concretizzare alternative, mentre i lavoratori percepiranno la normale retribuzione”, spiega la società. I sindacati non ci stanno e sono già sul piede di guerra. “Richiamiamo l’azienda alle sue responsabilità. L’avvio della procedura di licenziamento interrompe il dialogo. È necessario utilizzare tutti ammortizzatori sociali necessari, rispettando cosi’ l’avviso comune siglato da Cgil- Cisl- Uil. Per quanto ci riguarda se Whirlpool mette in campo azioni offensive, sarà guerra”, dichiara Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil.

La Fiom di Napoli annuncia, inoltre, che “le lavoratrici e i lavoratori di Napoli risponderanno con forza e con iniziative esemplari. Con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo annunciata oggi da Whirlpool, il dialogo con l’azienda da questo momento si interrompe. Ci aspettiamo un’iniziativa forte da parte del governo. Il governo non può limitarsi a prendere atto, deve intervenire”.

Dura anche la posizione di Uilm. “È arrivato il momento per il Ministero dello Sviluppo economico di dimostrare di avere la volontà e le capacità di influire ancora sulle vertenze del nostro Paese e in questo caso particolare di rivendicare insieme a noi il rispetto di un accordo firmato nel 2018 in sede istituzionale. Nel caso in cui il Ministero non assumesse iniziative concrete e si limitasse a qualche rimbrotto di facciata, diventerebbe colpevole come e più della multinazionale”, commenta Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici.

Intanto i dipendenti dello stabilimento di Napoli si riuniranno nel primo pomeriggio in assemblea per decidere le iniziative di lotta da intraprendere. Todde annuncia, intanto, una riconvocazione del tavolo a stretto giro con le parti coinvolte.

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