In Francia, il presidente Macron ha disposto, a partire da mercoledì prossimo, di aprire le porte dei ristoranti, dei bar, dei musei, dei mezzi di trasporto, dei treni, degli aerei e dei cinema, e di tutti i luoghi al chiuso che possono trasformarsi in focolai di contagi, solo a coloro che si trovano in possesso di un Green pass.
«Il green pass in salsa francese è costituzionalmente irricevibile. Gravissimi gli effetti sui diritti e sulle libertà dei cittadini». Il tweet di ieri dalla vice-garante della Privacy, Ginevra Cerrina Ferroni, boccia l’estensione della «certificazione verde» di cui si discute.
La professoressa Ferroni, docente di Diritto Costituzionale dell’Università di Firenze, non è la sola critica tra i quattro componenti del Collegio del Garante della privacy. Sottoscrive (sempre su Twitter) le stesse considerazioni Guido Scorza, docente di Diritto delle nuove tecnologie all’Università di Bologna, altro componente del Collegio del Garante. «Il 14 luglio 1789 i cittadini non urlavano ” Liberté, identité, confidentialité “? Vogliamo essere da meno oltre due secoli dopo? Si scherza, ma scherzando talvolta si dice la verità». Dal canto suo, il presidente, Pasquale Stanzione, non interviene sui Social ma ha già firmato dei provvedimenti molto critici a riguardo.
