Mario Capanna, ex leader del Movimento studentesco sessantottino, è contrario al ddl Zan, ritenendolo “da buttare”. Ha spiegato perché a margine della presentazione al Senato del libro di cui è co-autore ‘Parlamento mondiale – Perché l’umanità sopravviva’ scritto per Santelli editore.
“Non lo voterei perché è sbagliato – ha detto – continuare a produrre provvedimenti di legge che creano nuovi reati. Noi dobbiamo creare nuovi diritti, non nuovi reati”. Alla domanda se sia opportuno un dialogo perché il testo superi il vaglio dell’aula, Capanna replica reciso: “No, detto papale papale: il ddl Zan va buttato via. Non serve. Per punire certi reati le norme esistono già”.
Capanna non è stato tenero, nelle sue dichiarazioni, nei confronti della sinistra. “Se la sinistra non torna a fare il suo lavoro – ha detto – è ovvio che lo spazio viene invaso dalla destra e da vari populismi”.
“Lo stato della sinistra – ha aggiunto- è chiaramente sofferente: perché ha largamente introiettato il punto di vista dominatore e non fa più il suo mestiere. Quando ha fatto il suo mestiere, ed era all’opposizione, mi riferisco al Pci, con le lotte di massa si conquistarono cose fondamentali di cui ancora oggi godiamo i frutti: Statuto dei lavoratori, divorzio, assistenza sanitaria nazionale, il nuovo diritto di famiglia”.
