Scorrettezze Rai, Draghi difende Fratelli d’Italia: nella tv di Stato serve opposizione
Secondo quanto racconta Secolo d’Italia, il premier Mario Draghi non ha gradito che la Rai non rappresenti anche l’opposizione nel suo cda. Lo svela Il Foglio in un retroscena che prevede tempesta in vista della Commissione di Vigilanza Rai di mercoledì che dovrebbe ratificare di Soldi in Vigilanza. Il prmier, scrive Simone Carrettieri, “aspetta prima di intervenire. Ma lo farà. Intanto si dispiace dell’esclusione di FDI dal cda: Lega e FI non l’hanno ascoltato. Il premier prima del voto di giovedì delle Camere ha chiamato i partiti, soprattutto quelli di centrodestra, per convincerli dell’importanza di rappresentare anche le opposizioni nel consiglio d’amministrazione della tv di stato. Ma è finita come si sa: fuori Giampaolo Rossi, dentro Simona Agnes”. Una scorrettezza istituzionale inconcepibile in un Paese democratico. Il servizio pubblico in mano solo alla maggioranza. Roba da tv di Stato cubana.

Il Foglio ha evocato anche il risiko delle nomine. Nel mirino, inutile dirlo, le due figure pià vicine a FdI. Ricorda quindi le poltrone a rischio. “A ottobre scadrà la direzione del Tg2 di Gennaro Sangiuliano. Ma soprattutto quella del Tg1: Giuseppe Carboni potrebbe pagare le accuse di vicinanza al M5s ( in corsa Antonio Di Bella e Monica Maggioni). Il Pd difende Coletta a Raiuno. Mentre “la Lega vorrebbe sottrarre Raidue (Lodovico Di Meo) a Fratelli d’Italia”. 

 

 

 

 

 

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