L’iter per l’approvazione del ddl Zan è un campo minato. Alle 12 è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti al ddl Zan contro l’omofobia. L’esame del testo sempre di più di slittare a settembre, non solo perché dal Partito Democratico lasciano filtrare un’indisponibilità a trattare per arrivare a un testo di mediazione, che vada bene anche alla Lega e a quanti nel centrodestra sono contrari alla legge così come è. A pesare ora è la pioggia di richieste di modifica, arrivate dal Carroccio: sono circa 700 gli emendamenti presentati dalla Lega. Oltre a quelli del partito, ci sono anche un’altra ventina di emendamenti presentati dal vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli.
Matteo Salvini del resto aveva avvisato Enrico Letta sabato: “Propongo a Enrico Letta, per l’ennesima volta, una mediazione come chiesto anche dalla Santa Sede. Vediamoci martedì, prima che il testo arrivi in Aula, per togliere i punti critici degli articoli 1, 4 e 7. Se Letta non accettasse, la legge Zan finirebbe male e tutta la responsabilità cadrebbe sulle spalle del Pd”. E così Salvini ha scaricato preventivamente la ‘colpa’ del fallimento della trattativa interamente sui dem. Il suo ritornello è sempre lo stesso: “Bisogna tenere quel che di buono contiene, quindi aumentare le pene per chi offende, aggredisce o insulta due ragazze o due ragazzi che hanno tutto il diritto di amarsi senza che nessuno si permetta di dire alcunché, togliendo però i i bambini dalla contesa politica, la teoria gender nelle scuole, Il bavaglio e la censura”.
E invece oggi alle 16:30 inizia la discussione in Aula, e nessun punto di caduto è stato trovato. L’ostruzionismo era largamente prevedibile: la Lega può contare sull’opposizione del Psi, della senatrice Unterberger e di altri esponenti del Gruppo delle Autonomie; e naturalmente anche Fratelli d’Italia si trova da questa parte della barricata, con 127 gli emendamenti presentati in aula a Palazzo Madama. La tempistica dell’esame in Assemblea, che verrà definita a breve, è legata a filo doppio all’alto numero di emendamenti, che dovranno essere esaminato. Sarà comunque una nuova riunione della Conferenza dei capigruppo, tra oggi e domani, a stilare il nuovo calendario. (Fanpage.it)
