La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, intervenendo alla sessione ulteriore del XXXIV Congresso nazionale Forense, torna a parlare di Riforma della Giustizia. “La riforma del processo penale è stata ieri oggetto di una richiesta di un voto di fiducia da parte del presidente del Consiglio, il che non esclude di poter apportare degli aggiustamenti tecnici su alcuni dei punti che hanno destato maggiore preoccupazione”.
“Io non smetto di ascoltare, di seguire, di vagliare attentamente tutte le ragioni che sono state esposte e cercare di capire, laddove davvero segnalano delle criticità, se è possibile rimediarvi”. “C’è un diritto sopra a tutti gli altri per i quali l’Italia è stata vergognosamente condannata 1.202 volte per la sua violazione: ed è quello alla ragionevole durata del processo. La Corte europea dei diritti dell’uomo ci ha condannato per un numero doppio al secondo in classifica che è la Turchia, che ha avuto 608 condanne. Possiamo noi permetterci questo triste primato?”, ha chiesto la ministra della Giustizia Marta Cartabia. “L’avvio di un processo di riforma della giustizia è stato in qualche modo come aprire improvvisamente un cassetto chiuso da tempo. Noi abbiamo aperto questo cassetto e abbiamo trovato problemi gravissimi sull’edilizia, una grande difficoltà nell’ammodernamento, nella digitalizzazione, gravissime carenze del personale, di tutto il personale. Abbiamo aperto il cassetto e stiamo cominciando tirar fuori gli oggetti vecchi che in questo momento creano disordine ma che auspichiamo possano diventare un nuovo inizio”, ha aggiunto la responsabile del ministero di via Arenula. “Questa è l’occasione, siamo su un crinale, di un’eredità che abbiamo trovato: faticosa, gravemente carente, inaccettabile sotto mille profili. E stiamo cominciando il riordino”, ha sottolineato Cartabia.
