Migranti, Lamorgese si sveglia e dice che sono “troppi” e “vanno rimpatriati”

Lo scoop è che abbiamo un ministro dell’Interno. La notizia ha del clamoroso alla luce delle nostre coste colabrodo e delle nostre piazze che si affollano di cortei non autorizzati. Dal Viminale, tuttavia, confermano tutto e ne svelano persino l’identità: Luciana Lamorgese. In mattinata ha presieduto un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a Caserta e da lì, attraverso dichiarazioni ufficiali, ha certificato la propria esistenza in vita. Caserta, provincia flagellata, oltre che dalla criminalità organizzata, anche dall’immigrazione clandestina. L’esempio più clamoroso è quello di Castel Volturno, oltre 20 chilometri di spiaggia intervallati da pinete fittissime. Ma di turismo neanche a parlarne.

Due anni fa i cittadini hanno eletto sindaco Luigi Umberto Petrella, di Fratelli d’Italia. Il suo impegno in quella terra difficile gli è valsa una citazione nel libro di Giorgia Meloni. Lui ce la mette tutta, ma occorre il sostegno dello Stato. Lo ha riconosciuto anche la Lamorgese: «A Castel Volturno c’è una situazione che merita attenzione, non è un problema che può essere affrontato solo dal sindaco».  Le cifre, infatti,parlano da sole: a fronte di una popolazione di poco più di 20mila abitanti, risultano censiti 35mila immigrati, di cui 15 irregolari. «La soluzione – spiega il ministro – è mandarli nei loro Paesi, ma bisogna avere degli accordi di rimpatrio». E quelli di certo non li può stipulare il sindaco.

 

Quanto alle piazze che torneranno a riempirsi di no-vax boh vax, la Lamorgese non è preoccupata. «Non vorrei parlare di preoccupazione – puntualizza -, perché credo che il senso di responsabilità degli italiani debba prevalere». Non è molto, ma è già qualcosa. «Tutto quello che il governo sta mettendo in campo – assicura – è solo per la tutela della salute pubblica, per limitare la diffusione della malattia e renderci tutti più liberi». In ogni caso, la situazione è sotto controllo. «Stiamo attenzionando con le forze di polizia tutto il territorio nazionale». Nel merito, la ministra Lamorgese rivendica la scelta di Draghi. «La vaccinazione – ricorda – significa essere sicuri per se stessi e dare sicurezza agli altri. Non c’è alcuna dittatura sanitaria». (Secolo d’Italia)

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