Atleta inglese positivo al doping prima della staffetta 4×100 vinta dall’Italia.
E’ stata una stagione sportiva meravigliosa per i colori azzurri, nel calcio, nel tennis (nonostante la sconfitta in finale per Berettini a Wembley) e soprattutto agli olimpiadi dove la nostra nazionale ha chiuso con 40 medaglie (10 oro, 10 argento e 20 bronzo).
Vittima preferita dell’Italia vincente è stata l’Inghilterra sconfitta nella finale degli europei di calcio, oltre che nelle vittorie di Marcel Jacobs nei 100 metri e nella staffetta 4×100.
La reazione dei britannici alla sconfitta non è stata propria stile baronetti e dimenticando il fair play hanno dato vita a reazioni pesanti contro il nostro Paese con tanto di boicottaggio ai nostri prodotti.
A dare manforte ai tifosi inglesi, che hanno persino fatto tentato una disperata petizioni sui social per chiedere la ripetizione della finale europea, sono arrivati i titoloni dei giornali anche americani, Times e Washington Post in testa, che hanno ipotizzato un fantomatico caso di doping per sminuire l’impresa mondiale degli atleti azzurri.
Ma come recita un vecchio adagio “chi di spada ferisce di spada perisce”: quattro atleti hanno commesso infrazioni durante le gare delle Olimpiadi e tra i nomi compare uno dei componenti della staffetta 4X100 della Gran Bretagna, Chijindu Ujah reo di aver utilizzato prima della gara l’Ostarine e S-23 sostanze proibite e dopanti.
E adesso come la mettiamo? Come dovremmo comportarci noi italiani, definiti dalla cultura british come i soliti imbroglioni? Dovremmo boicottare i vostri prodotti o dovremmo dubitare delle vostre vittorie sportive (non ultima quella della Supercoppa Europea)?
Niente di tutto questo. Ci limitiamo a gioire delle nostre vittorie, e come è successo con Berettini nel tennis anche delle nostre sconfitte, consapevoli quest’oggi che siamo più forti anche del doping.
E visto che quest’anno ci siamo regalati anche la vittoria dell’Eurovision Song con i Maneskin, sarebbe il minimo salutarvi con un “Zitti e buoni!”
