Il peggio della settimana: Biden – Lamorgese – Montanari

L’Afghanistan è in piena crisi dopo l’abbandono delle truppe americane su ordine del Presidente USA Joe Biden. Ora di fronte a lui c’è lo scenario più tragico che poteva scaturire. Con gli attentati kamikaze a Kabul, l’incubo peggiore del leader oltreoceano si è avverato e, nel caos che ne è seguito, ora si contano almeno 12 soldati americani uccisi mentre lavoravano all’evacuazione di migliaia di persone. Ancora mille gli americani da portare via per il Pentagono, che ammette: “Gli attacchi continueranno”. Tacciato di debolezza, di essersi mostrato codardo e di aver reso fragile la Casa Bianca come mai era successo, Biden ora piagnucola per le drammatiche vicende in Afghanistan e si spinge ad un messaggio ai Talebani che lascia molti dubbi e incoerenza: “ce la pagherete”.

Le sue lacrime in tv sono scese dopo un’intera giornata nel bunker della Situation Room, aggiornato costantemente dal team per la sicurezza nazionale, seguendo passo passo gli sviluppi della situazione. Mentre la Casa Bianca appare sempre più assediata da feroci polemiche e tra i repubblicani cresce il fronte di chi invoca l‘impeachment, se non addirittura le dimissioni immediate del presidente.

Con il pericolo di nuovi attentati, aumenta la paura e, di conseguenza, la possibilità che decine di migliaia di afghani cerchino di rifugiarsi in Europa. Non una parola che rassicuri l’Italia sulle eventuali invasioni di massa dalla nostra ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. Gli sbarchi continuano a più non posso, a gruppi di 400-500 migranti, gli hotspot sono al collasso e la situazione è praticamente ingestibile. Lega e FdI chiedono le dimissioni della ministra. “Rave abusivi, criminalità in aumento, immigrazione incontrollata come mai negli ultimi anni. Le dimissioni del ministro Lamorgese sarebbero un atto dovuto. Fratelli d’Italia chiede il blocco navale e regole certe che non valgano solo per gli italiani onesti”, ha scritto sui social il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida. 

La furia immigrazionista di sinistra non è l’unico problema. C’è ancora chi nega la tragedia legata alle foibe, come ha fatto questa settimana pubblicamente il rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari. Nel mirino del centrodestra le parole dello storico dell’arte: “Non si può nascondere che alcune battaglie revisioniste siano state vinte, grazie alla debolezza politica e culturale dei vertici della Repubblica. La legge del 2004 che istituisce la Giornata del Ricordo (delle Foibe) a ridosso e in evidente opposizione a quella della Memoria (della Shoah) rappresenta il più clamoroso successo di questa falsificazione storica”. Dichiarazioni che hanno provocato uno tsunami di proteste e indignazione.

“Può un docente universitario che si appresta a dirigere un ateneo pubblico definire ‘falsificazione storica’ la tragedia delle foibe?” ha chiesto Rossano Sasso, leghista sottosegretario pubblica istruzione, va all’attacco di Tomaso Montanari. “Ma vi sembra normale che chi nega il dramma delle foibe diriga un’università pubblica?”, ha commentato con rabbia la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. 

CC

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