Il premier Mario Draghi vorrebbe andare nella direzione dell’obbligo vaccinale e della somministrazione della terza dose. Opposto il pensiero di Matteo Salvini.
“Il chiarimento politico lo fanno le forze politiche. È chiaro che è auspicabile una convergenza maggiore, una maggiore disciplina, ma questo governo va avanti”, scandisce il premier, assicurando che i componenti del suo esecutivo vanno “d’accordo”.
Il segretario leghista non commenta direttamente le parole del premier ma non deve aver gradito anche la strenua difesa del premier dell’operato della ministra Luciana Lamorgese e la forte critica a chi mette in discussione l’accoglienza dei profughi dall’Afghanistan, altri temi ‘sensibili’ per il partito del senatore milanese.
Nella conferenza stampa che si tiene il giorno dopo lo ‘strappo’ leghista sul green pass in commissione alla Camera, allo stesso tempo, però, Draghi auspica un incontro con Lamorgese e il predecessore, definendola una occasione “interessante”, e non si sottrae a riconoscere pubblicamente la leadership di Salvini.
“Cerco di non fare distinzioni nei partiti, perché se vado in questa direzione ogni partito ha tre, quattro, cinque, sei anime. Allora, prima di decidere ogni cosa bisognerebbe sentirle, è capitato, e vi assicuro non è piacevole. La Lega è una, ha un capo che è Salvini e basta”, puntualizza il premier, rispondendo a chi gli chiede se preferisce la Lega di Salvini o quella, ritenuta più moderata, di Giancarlo Giorgetti, suo ministro dello Sviluppo economico.
Da parte del leader della Lega non arriva un commento diretto alla conferenza stampa di Draghi. In una nota di partito, però, si ribadisce la contrarietà all’obbligo vaccinale: “Più di 38 milioni di italiani hanno già liberamente scelto e completato il ciclo vaccinale, oltre il 70% della popolazione sopra i 12 anni, a cui si aggiungono 5 milioni di cittadini guariti. La Lega era e rimane contro obblighi, multe e discriminazioni, ricordando che in nessun Paese europeo esiste l’obbligo vaccinale per la popolazione”, si legge.
