Il premier Mario Draghi ha esplicitamente detto di voler vaccinare tutti contro il Coronavirus. Una linea dura che si nasconde dietro il sempre più ampio utilizzo della certificazione verde. “L’orientamento è quello di estendere l’uso del Green Pass. Faremo una cabina di regia come è stato chiesto dal senatore Matteo Salvini, per decidere quali sono i settori dove applicarlo prima. Ma la direzione è quella“, ha detto rispondendo a una domanda nella conferenza stampa sulle nuove regole sul Green Pass. E ancora: “La cabina di regia ci sarà di sicuro, perché non dobbiamo decidere se estendere l’utilizzo del Green Pass, ma a chi e quando. Il chiarimento politico poi lo fanno le forze politiche. È chiaro che è auspicabile una maggiore convergenza e disciplina nelle decisioni politiche, ma il governo va avanti“. Al premier è stato poi chiesto se si arriverà a un obbligo vaccinale, Ema e Aifa permettendo, e alla terza dose: “Sì a entrambe le domande“, ha risposto.
Non sono solo gli italiani interessati dalla dura linea di governo sui vaccini. Mario Draghi pensa anche ai migranti che sbarcano sulle nostre coste, ma nessuna parola pronunciata sullo stop agli irregolari. Il presidente del consiglio vuole che i cittadini stranieri, anzi, siano vaccinati subito dopo essere arrivati in Italia, ignorando completamente l’emergenza negli hotspot.
A fare le fusa a Draghi c’è Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ha più volte espresso la sua stima verso il capo di Governo, continuando pateticamente a prendersi i “meriti” dell’aver spodestato Giuseppe Conte, grazie alla miccia da lui accesa da Renzi Palazzo. “Oggi a Palazzo Chigi c’è uno più bravo di me, l’anno scorso non potevo dire altrettanto”. Matteo Renzi si esprime così, tessendo le lodi di Mario Draghi, nell’intervento di chiusura della scuola di politica di Italia Viva a Ponte di Legno. I sondaggi passano, le idee restano. «Io sono d’accordo con Draghi – dice -: sì alla terza dose, sì alla obbligatorietà del vaccino».
Intanto nel Lazio di Nicola Zingaretti se ne sentono delle belle. L’ultimo delirio di PD e Movimento 5 Stelle è utilizzare dei droni per controllare la temperatura dei bagnanti. L’idea dalla Asl Roma 3 sarebbe quella di misurare a distanza la temperatura di tutti coloro presenti sul litorale romano. A farlo, questo fine settimana, doveva essere un drone dotato di termoscanner che sarebbe dovuto volare su un tratto di spiaggia a Ostia. Obiettivo: intercettare le persone con qualche grado di troppo nell’ambito dei provvedimenti anti Covid. L’ennesima violazione della libertà di circolazione che lascia basiti. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha commentato sconcertata sui social:
“Ecco la nuova iniziativa della Regione Lazio, governata da Zingaretti, PD e M5S: a detta degli organizzatori un’idea futuristica.
Solo a me sembra un metodo da Corea del Nord?”.
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