L’Università che lotta contro il Covid: la “Niccolò Cusano” di Roma diventa hub vaccinale, open day 16 e 17 settembre

Iniziativa di Unicusano in collaborazione con l’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio e l’Asl Roma 1: il 16 e il 17 settembre open day al campus e somministrazioni anche per studenti fuori sede. L’università dà il suo contributo alla campagna di vaccinazioni anti-Covid e diventa un hub vaccinale aperto a studenti, anche residenti fuori regione, docenti e dipendenti dell’Ateneo . «Il 16 e il 17 settembre ci sarà il primo Open day del nostro hub vaccinale» ha affermato Stefano Ranucci, vicepresidente del Cda dell’Università Niccolò Cusano intervenuto ai microfoni della trasmissione “Genetica oggi” condotta da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus.

«La collaborazione con Regione e Asl è nata già lo scorso anno, quando abbiamo inoculato i vaccini antinfluenzali a dipendenti e docenti», spiega Stefano Ranucci, vicepresidente del CdA di Unicusano. L’obiettivo dell’Ateneo è ora di contribuire insieme alle strutture sanitarie a raggiungere prima possibile il traguardo dell’80% di vaccinati con seconda dose. «Un open day si rende necessario – afferma Ranucci – perché ci sono migliaia di nostri concittadini che non hanno ancora ricevuto una dose di vaccino. Non credo si tratti solo di no vax, che forse sono in numero minore, ma probabilmente di ni-vax, persone incerte o impaurite, o magari studenti fuori sede che non riescono a vaccinarsi in quanto lontano dalla loro regione per motivi di studio. Ci sarà la possibilità di vaccinarsi anche per i nostri docenti e dipendenti, anche se in larghissima maggioranza sono già tutti vaccinati».

L’Università Cusano aveva lanciato iniziative per la prevenzione anti-Covid già a inizio pandemia. “Dai primi giorni di marzo 2020 – dice il vicepresidente del CdA – abbiamo iniziato con uno screening e una prevenzione che ha fatto sì che la nostra azienda rimanesse ben al di sotto della media nazionale dei casi di infezione. La media nazionale all’interno delle aziende era del 18% circa. Nel nostro Ateneo inferiore al 2%, e tutti casi di ‘importazione’. Al di là delle norme di distanziamento sociale e igieniche, abbiamo dato la possibilità a studenti, dipendenti e docenti di poter effettuare tamponi e test sierologici a spese dell’Ateneo settimanalmente, ora i vaccini».

«Vaccinarsi – conclude Ranucci – ad oggi è l’unico modo per non finire in gravi condizioni negli ospedali e nelle terapie intensive. E quindi vogliamo contribuire con le strutture sanitarie a raggiungere l’obiettivo dell’80% di vaccinati entro la fine di settembre. Abbiamo già le prime prenotazioni».

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