Sale tensione nella Lega: eurodeputata lascia, “non posso stare qui a sostenere Draghi”

Sale la tensione nella Lega. I provvedimenti adottati dal governo di Mario Draghi per contrastare l’epidemia di Covid, come la recente estensione dell’obbligo del green pass nel mondo del lavoro e sociale, stanno spaccando il partito e isolando il leader, Matteo Salvini. Insomma, si respira aria di scissione nella Lega. Aggiunge tensione l’addio dell’eurodeputata Francesca Donato, fra le piú visibili esponenti della corrente ‘No Pass’. Insomma, è è sempre più evidente la profonda spaccatura che sta vivendo il Carroccio, diviso ormai tra due anime. Il primo ad allontanarsi dalle posizioni del leader Matteo Salvini è stato qualche settimana fa il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti. Mentre il segretario leghista continuava a frenare sull’introduzione del super Green Pass, Giorgetti ha annunciato l’estensione del lasciapassare sanitario a tutti i lavoratori. E’ stato proprio il via libera al certificato verde per tutti a delineare le fazioni in campo nella Lega con Salvini messo di fatto nell’angolo dai big del partito.

“Ho fatto una riflessione lunga e sofferta. Io credo nella libertà individuale e nel principio di autodeterminazione delle scelte sulla salute. Principi inderogabili che questo governo sta violando. Non posso piú stare in un partito che sostiene l’esecutivo Draghi”, ha detto l’eurodeputata Donato in un’intervista con Repubblica, spiegando che “Salvini si trova in una posizione delicata. Rappresenta un partito con diverse anime, ma c’è una prevalenza della linea dei presidenti di Regione e dei ministri, capeggiati da Giorgetti, a favore delle scelte del governo Draghi. Il segretario ha cercato di dare forza a quanti come me giudicano che le decisioni sul Green Pass siano sproporzionate e inadeguate. Salvini ha dovuto mediare, ma a un certo punto si è fermato, non giudico il suo lavoro”.

Insomma, il rischio di una scissione nella Lega è sempre piú concreto. “Non dobbiamo tradurre anche l`epidemia in una lotta tra bande. Dobbiamo convincere i cittadini a vaccinarsi, ma senza condannare chi ha paura altrimenti rischiamo di schiacciarlo verso la parte no vax. Nel primo partito d’Italia è normale che ci siano correnti diverse, ma dentro la Lega non c`è spazio per i no vax”. Così Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della conferenza delle regioni, commenta, ospite di Radio Capital, l’uscita dalla Lega dell`eurodeputata Donato. “Non sono per l’obbligo vaccinale, potrebbe avere l’effetto contrario. Con l’obbligo per i sanitari non abbiamo avuto il 100% dei vaccinati. È uno strumento semplice, ma il risultato non si raggiunge. Noi non dobbiamo nascondere quello che dicono i no vax, dobbiamo smentirli”. “La Lega è un grande partito, è uno spaccato della società quindi non trovo nulla di strano che ci sia chi non la pensa come noi; non la trovo quindi una cosa scandalosa che qualcuno possa avere posizioni alternative”, ha dichiarato, invece, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, aggiungendo che “poi una sintesi va fatta e a volte alcune discussioni rischiano di essere inutili”.

(Italia Oggi)

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