Giorgia Meloni infiamma Milano: “volevamo superare M5S e Pd e ci siamo riusciti”

C’è anche chi come Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Albertini e Moratti, azzarda un paragone con il comizio di Giorgio Almirante del 1972 in piazza Duomo. Ma al di là dei numeri che mai corrispondono alla realtà, Giorgia Meloni, la sua sfida l’ha vinta. Tra i big del centrodestra è l’unica che ha osato prenotare la piazza più importante della città per il suo comizio a sostegno del candidato del centrodestra Luca Bernardo. C’è stato anche qualche attimo di tensione quando il corteo dei No green pass ha raggiunto la piazza, proprio al termine del comizio. Meloni è stata fatta salire sull’auto circondata dalle forze dell’ordine e a marcia indietro ha superato il blocco.Quasi un cambio della guardia. Nel 2018, era toccato a Matteo Salvini radunare il suo popolo sotto la Madonnina con rosario in mano e giuramento sulla Costituzione e il Vangelo. Adesso è il momento di FdI. L’alleato competitor di Meloni si giocherà le sue carte lunedì in periferia, a Niguarda, anche se per il 30 è prevista una manifestazione comune.

 

Trentasei minuti sul palco. Ne passano 23 prima che Meloni parli della contesa milanese tra Bernardo e Beppe Sala assicurando che la partita è aperta e bisogna solo «crederci». È chiaro che quello che va in scena travalica le Amministrative e punta dritto alla leadership all’interno del centrodestra. Meloni si schermisce, dice che non le interessa superare la Lega: «Volevamo superare i 5 Stelle e ci siamo riusciti. Volevamo superare il Pd e ci siamo riusciti, e sta bene così», ma la prova muscolare c’è tutta, con Ignazio La Russa che dal microfono chiede ai manifestanti di sventolare le bandiere a favore di telecamera. «Me lo avessero detto anni fa che avremmo riempito piazza Duomo non ci avrei creduto», dice Meloni.

Il tour lombardo prevedeva tre tappe. Arcore, Busto Arsizio e Milano. Non a Varese, dove la Lega sta cercando di recuperare voti per il suo candidato. Lettura malevola secondo Daniela Santanché che ha organizzato il tour. «Varese non era prevista, non c’era tempo. Ma su Varese siamo tutti uniti e compatti». Il resto è routine. Con Meloni che attacca il governo sulla revisione del catasto. «La revisione sarebbe macelleria sociale. FdI farà tutto quello che c’è da fare per bloccare questa follia». Dice che i tre miliardi per il caro bollette sono insufficienti. Replica al segretario del Pd: «Letta ha detto che questa è la peggiore destra di sempre, e ci credo: quando mai la destra e stata il primo partito italiano? Mentre lui si candida a Siena senza il simbolo del Pd perché si vergogna». Attacca il centrosinistra: «Dov’è la magistratura su tutti gli scandali legati al Covid? La sinistra ha trasformato la pandemia in una mangiatoia per far arricchire i soliti noti». (Corriere della Sera)

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