Meloni smaschera il mainstream: “inchiesta contro noi studiata a tavolino prima di elezioni”

E’ tempo di amministrative e, come sempre, non è mancato il fango gettato sul Centrodestra allo scopo di minare il territorio e cercare di assicurarsi la vittoria. In particolare, parliamo dello scandalo sollevato da un’inchiesta giornalistica che ha portato la procura di Milano ad aprire un fascicolo con le ipotesi di finanziamento illecito ai partiti sulla campagna elettorale per le elezioni di Milano, e che coinvolgerebbe l’europarlamentare e capodelegazione di FdI Carlo Fidanza.

“Era tutto studiato, scientificamente, a tavolino” rivela la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social. “Tre anni di giornalista infiltrato per mandare 10 minuti di video in onda nell’ultimo giorno di campagna elettorale, per fare sì che stesse sulle prime pagine nel giorno di silenzio elettorale, e’ una polpetta avvelenata e in uno stato di diritto non accadrebbe”.

Meloni ha chiesto ufficialmente al direttore di Fanpage le 100 ore di girato di cui dispongono, sostenendo di essere interessata anche a sapere come si comportano i suoi dirigenti. “Ho abbastanza esperienza per sapere che non mi posso fidare ciecamente di ciò che viene tagliato e cucito su un video di 10 minuti”, nota.

Lo scandalo più grave è che il direttore di Fanpage, di fronte alla ricerca della verità, ha alzato il muro, ritenendo la richiesta della leader FDI addirittura “oscena”. “Io questa richiesta oscena continuerò a farla all’infinito”, dice determinata Meloni. Cosa c’è da nascondere? Qualcuno ha montato i pezzi a proprio piacimento per affossare Fratelli d’Italia proprio due giorni prima delle elezioni? “Ma che strano”, commenta.

Intanto l’idolo della sinistra immigrazionista Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, è stato condannato in primo grado dai magistrati del Tribunale di Locri, insieme ad altre persone, per una serie di reati. Tra questi: associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato e abuso d’ufficio. In buona sostanza i soldi pubblici destinati agli immigrati finivano alle solite cooperative rosse e nelle case pagate dallo Stato per l’accoglienza ci dormivano i vip radical chic e i cantanti quando andavano a fare le passerelle a Riace. “Insomma, la solita mangiatoia progressista sulla pelle dei disperati”, è l’amara constatazione del capo di Fratelli d’Italia.

Il mainstream, però, ha deciso di mettere in campo il linciaggio mediatico nei confronti di un intero partito, sulla base di una ricostruzione del tutto parziale dei fatti e senza che sia stata fatta neanche un’indagine, piuttosto che accendere i fari sui plurimi e acclarati reati che portano la firma della sinistra. “Non è che il problema è che Fratelli d’Italia è primo partito?”, si chiede Giorgia Meloni. “Voi che difendete uno che si fregava i soldi dei cittadini per il traffico degli immigrati non siete in grado di farci la morale”.

CC

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