Una consigliera lombarda furiosa lascia il M5S: «Una metamorfosi totale. Ormai è il partito di Conte che per vergogna ha cancellato tutto. Non posso farne parte»… All’indomani della disfatta elettorale dei M5S, Conte è nel mirino di parlamentari e elettori, fuori dalla grazia di Dio. Dopo la Raggi, furiosa con l’ex premier scappato ad abbracciare il candidato vincente del Pd a Napoli, abbandonandola ancor prima di concederle l’onore delle armi, oggi tocca a una consigliera regionale lombarda e a un deputato pentastellati esprimere tutto il loro dissenso per la deriva del Movimento e la sterzata di Conte che lo guida. In discussione, il riposizionamento di attivisti e linee guida che sta alimentando una copiosa emorragia di consensi e di esponenti.
E allora: «Questa non è l’evoluzione del Movimento 5 Stelle. Questo è il nuovo partito di Conte che: a iniziare dallo Statuto. E continuando con la comunicazione e con la gestione delle amministrative, nulla ha a che vedere con il Movimento 5 Stelle», scrive sui social la consigliera regionale lombarda Monica Forte. Annunciando, con una lunga lettera a cui affida tutto il suo risentimento e il suo rammarico, l’addio al M5S. «I tanti bocconi indigesti che abbiamo dovuto ingoiare in questi ultimi 3 anni – attacca la Forte – hanno trovato una loro sintesi finale in questa operazione di metamorfosi totale. Ufficializzata dal nuovo Statuto su cui si è infranta la speranza, che ancora nutrivo, di una guarigione, se pur tardiva, del Movimento».
E invece, come sotto gli occhi di tutti, le criticità si sono incistate. E quella che doveva essere una rigenerazione si è trasformata in una metamorfosi appunto, irriconoscibile. Quelli che ancora rimangono organici al progetto riveduto e corretto di Conte, faticano a seguirne le mosse. Gli altri, rigettano idee e corpaccione del nuovo soggetto, sempre più distante e difforme dalla fisionomia delle origini. «Se il tempo del Movimento 5 Stelle è finito: allora che finisca – tuona la consigliera 5S uscente –. Ma non si dica che lo si sta rifondando. O che sta crescendo o che sta evolvendo. Si poteva. Anzi si dovevano fare dei cambiamenti in ottica migliorativa, ma non cancellare tutto ciò che è stato vergognandosene. E mantenendo solo il nome. Il nuovo partito di Conte farà la propria strada e auguro successo e gloria. Ma io non posso farne parte. Dopo l’esperienza del Movimento 5 Stelle le mie energie. Il mio impegno. E la competenza che mi sono costruita, le spenderò come meglio riterrò opportuno. Però non posso diventare complice di una operazione di cancellazione. Annullamento e di rimozione», conclude Monica Forte. (Secolo d’Italia)
