Nuovi aumenti in bolletta da gennaio 2022: il ministro dell’Economia e delle Finanze è stato molto chiaro. Il Governo è intervenuto col cosiddetto decreto Bollette per tagliare i rincari, anche se i beneficiari della misura sono stati i cosiddetti contribuenti svantaggiati.
Oggi 6 ottobre 2021 si è tenuta l’audizione preliminare del ministro MEF Franco sulla NADEF, la Nota di Aggiornamento al DEF (documento di economia e Finanza). Durante l’audizione il discorso sulle utenze non è stato rivolto solo al passato, ma ha provato a volgere lo sguardo al futuro.
Ormai è chiaro: il discorso sulle bollette, o meglio sui relativi aumenti, va affrontato ogni tre mesi. Le tariffe delle bollette infatti vengono riparametrate dall’ARERA su base trimestrale, tenendo in considerazione dei fattori come i costi di produzione, i mercati internazionali, i prezzi delle materie prime e le emissioni Ets di anidride carbonica.
Sono fattori che oscillano nel corso dei tempi, e che di conseguenza influenzano l’importo finale che vediamo scritto sulla bolletta di luce e gas.
Volgendo lo sguardo al passato, nell’ultimo anno il Governo è dovuto intervenire già due volte:
- al terzo trimestre con un intervento di 1,2 miliardi di euro, per frenare gli aumenti dal 1° luglio;
- con il decreto Bollette, altri 3,5 miliardi, per tagliare i rincari previsti dal 1° ottobre.
Il decreto ha soccorso in particolare i nuclei familiari in difficoltà, percettori del bonus sociale elettrico, andando a vantaggio di una platea di 3 milioni di famiglie. Nel dettaglio:
- i nuclei che hanno un ISEE inferiore a 8265 euro annui;
- i nuclei familiari numerosi (ISEE 20.000 euro annui con almeno 4 figli);
- percettori di reddito o pensione di cittadinanza;
- utenti in gravi condizioni di salute, utilizzatori di apparecchiature elettromedicali. (Money.it)
