Nonostante rassicuranti bollettini quotidiani. E malgrado i primi dati sulla terza dose diffusi da Pfizer e BioNTech attestino l’efficacia relativa del vaccino anti-Covid dopo il terzo richiamo, risulti del 95,6% contro la malattia, in una situazione in cui la variante Delta di Sars-CoV-2 è il ceppo prevalente. Speranza proprio non ce la fa a virare gradualmente sull’ottimismo. E, stante l’allarme che arriva dalla Gran Bretagna, invita alla prudenza e continua a insistere su timori e incertezze. Non solo. Illustrando quello che potrebbe essere il piano per i mesi invernali, valuta la terza dose di vaccino anti Covid anche «per altre categorie» oltre a quelle già previste ad oggi. Un’ipotesi definita «ragionevole» pure dal sottosegretario Andrea Costa, che indica nell’inizio del 2022 una data possibile per l’allargamento della platea.
«La sfida contro il Covid in Italia è ancora aperta». E pur sottolineando che «i dati che in queste ore arrivano dalla Gran Bretagna segnalano come la partita ci vede in una situazione diversa rispetto ad alcuni mesi fa, perché abbiamo finalmente i vaccini che sono la vera arma per aprire una stagione diversa», incalza: «Dobbiamo tenere ancora grande prudenza. Cautela e attenzione» all’andamento epidemiologico. «Oggi – prosegue infatti – è il tempo di mettere a valore le lezioni del Covid». Il ministro della Salute, che ha parlato all’evento “800 anni di carità: dalla peste al Covid-19. La storia del movimento delle Misericordie“, proprio non demorde dal calcare la mano sulla paura del contagio e il rischio di infezioni dietro l’angolo. (Secolo d’Italia)
