In Scozia 7 anni di galera per chi afferma che esiste solo il sesso biologico

La nuova legge sui crimini d’odio, ‘Hate Crime Act’, della Scozia avrà un effetto raggelante sulla libertà di parola. È l’ultimo esempio di crescente autoritarismo che sta infettando moltissime democrazie occidentali.  John Stuart Mill condannava la “presunzione di infallibilità”, la certezza di  essere nel giusto ed assumersi la responsabilità di decidere per tutti gli altri “senza permettere loro di sentire ciò che può essere detto dalla parte opposta”.

Questo è il virus che ha colpito anche i politici scozzesi. Il nuovo ‘Hate Crime Act’ del paese, che dovrebbe entrare in vigore nel 2022, renderà infatti l’esposizione di certi argomenti politici punibile fino a sette anni di prigione. Nel testo si crea il reato di “fomentare” l’odio, criminalizzando le affermazioni che sono considerate offensive anche quando non causano alcun danno effettivo e non sono destinate a incitare un atto specifico.

Il reato, a tal proposito, è perseguibile anche se viene commesso durante conversazioni private, anche tra le mura domestiche. Come il dibattito nel Parlamento scozzese durante il suo passaggio ha chiarito nei mesi scorsi, si metteranno a tacere le donne che sostengono che l’accesso a spazi e servizi monosessuali dovrebbe essere in base al sesso biologico, non all’identità di genere auto-dichiarata. Un discorso o un’affermazione, se saranno considerati come un abuso da una persona trans, saranno criminalizzati

Una proposta per inserire una protezione per le dichiarazioni fattuali, come quella che gli esseri umani non possono cambiare il loro sesso biologico, è fallita. Il progetto di legge crea un reato di “fomentare l’odio” contro una lista di categorie o argomenti protetti, tra cui “l’identità transgender”. Questo termine è stato definito nella legge scozzese un decennio fa nell’Offences Aggravation by Prejudice (Scotland) Act 2009 come riferito a: “travestitismo, transessualismo, intersessualità o avere, in virtù del Gender Recognition Act 2004, cambiato genere, o qualsiasi altra identità di genere che non sia quella standard maschile o femminile”.

Le note esplicative all’ Hate Crime Act avanzano una nuova definizione più espansiva che include: “coloro che si identificano come maschio ma sono stati registrati come femmina alla nascita, coloro che si identificano come femmina ma sono stati registrati come maschio alla nascita, persone non binarie e persone che si travestono”.

Murray Blackburn Mackenzie, un analista delle politiche pubbliche scozzesi, avverte che “un fallimento nel chiarire cosa si intende con questo termine è probabile che si aggiunga ai rischi già sostanziali intorno alla libertà di espressione”.

Luca Volontè (Pro Vita e Famiglia)

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