Trattato del Quirinale, Rampelli: nell’era della trasparenza, nessuno lo conosce
“Sembra di essere tornati nell’era pre-digitale, quando per scovare gli atti bisognava andare a comprare la Gazzetta Ufficiale in qualche libreria del centro storico di Roma. Nessuno, eccetto gli estensori, sa di cosa parli questo trattato, tantomeno i rappresentanti del popolo italiano, pagati per assumersi responsabilità in nome e per suo conto. Abbiamo letto congetture sui giornali e commenti di autorevoli osservatori preoccupati dall’assenza di informazioni ufficiali. Non è che si gestisce così la politica estera né tantomeno si può accettare che una serie di governi non eletti dal popolo italiano determino le relazioni con la nazione che più di ogni altra viene in Italia a fare shopping e che, con il suo operato ha destabilizzato il Medio Oriente e la Libia, cannibalizzato le nostre aziende strategiche e oggi, attraverso Vivendi, si contende la scalata della Tim con  il fondo Kkr.  Oltretutto mentre Macron è presidente di una Repubblica presidenziale, quindi pienamente legittimato dal popolo francese, Draghi anche grazie ai suoi predecessori – tra cui Gentiloni promotore del trattato – firma un accordo senza un mandato popolare e senza essere prima passato per le elezioni. Confidiamo nella capacità interdettiva di Lega e Forza Italia, sicuramente pronte a ostacolare iniziative che non tutelano gli interessi nazionali”.
E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.
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