La Camera approva il nuovo processo civile con 364 voti a favore. Diventata legge la riforma che punta a ridurre del 40 per cento la durata dei processi civili entro il 2026, secondo gli impegni assunti dal Governo con l’Unione europea nel Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza. Come? In primis la causa deve arrivare alla prima udienza già definita nelle domande, nelle eccezioni e nelle richieste di prove. Più procedimenti in camera di consiglio e maggiore tutela al credito nell’esecuzione forzata. Si dice finalmente addio al rito Fornero nelle cause di lavoro; un solo rito e un solo tribunale per le controversie in tema di famiglia, persona e minori. Funzioni trasferite ai professionisti nei procedimenti di volontaria giurisdizione. Incentivi, anche fiscali, alle forme di giustizia alternativa come la mediazione civile. La guardasigilli Marta Cartabia ringrazia il Parlamento «per l’alto senso di responsabilità dimostrato anche in quest’ultima occasione. Per il capitolo Giustizia ora tutte le riforme vincolanti per il Pnrr sono state approvate, nell’interesse del Paese».
Tempi stretti. Sono introdotti in primo grado termini intermedi dopo gli atti introduttivi per definire le domande, le eccezioni e le richieste di prova: così il giudice può imprimere un corso al giudizio, ammettendo le prove, rimettendo la causa subito in decisione o inviando le parti in mediazione (si veda tabella in pagina). E stabilendo un calendario del processo. Addio udienza di precisazione delle conclusioni e per il giuramento del consulente tecnico d’ufficio. Valorizzata la prima udienza di comparizione, incentivata la partecipazione personale delle parti: il giudice deve fissare il round successivo per l’assunzione delle prove entro novanta giorni. Cambia anche la fase decisoria con termini perentori per ridurre i tempi. Il magistrato può formulare alle parti una proposta fino al momento in cui la causa non è rimessa in decisione. Sarà un decreto legislativo a rideterminare la competenza del giudice di pace.
Così le impugnazioni. Superata la disciplina del filtro in appello: può essere dichiarata manifestamente infondata l’impugnazione che non ha possibilità di essere accolta. Il giudice sospende l’esecutività della sentenza appellata se l’impugnazione appare fondata oppure si rischia un grave e irrimediabile pregiudizio in caso di esecuzione. Reintrodotta la figura del consigliere istruttore. La causa è rimessa in primo grado soltanto in caso di violazione del contraddittorio. In Cassazione addio alla sezione filtro.
Lavoratore e aziende. Addio formula esecutiva all’inizio dell’espropriazione: il rilascio è sostituito dalla mera attestazione di conformità della copia al titolo originale. Termini ridotti, snellito il pignoramento presso terzi. Ampie deleghe ai professionisti per aiutare i giudici nelle esecuzioni immobiliari. E con la vente privée sarà lo stesso debitore esecutato a vedere il cespite pignorato a un prezzo non inferiore al valore di mercato. Il doppio binario del rito Fornero lascia il posto a unico procedimento per i licenziamenti: corsia preferenziale sulla questione della reintegra del lavoratore.
Rito unificato. Nasce il Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie: confluiscono in unico nuovo ufficio giudiziario le cause di separazione e divorzio e le materie attualmente di competenza del Tribunale dei minori.
Valorizzate le Adr, alternative dispute resolution. Credito d’imposta sulle spese legali per la mediazione. E anche nella negoziazione assistita patrocinio a spese dello Stato per i non abbienti. Obbligatorio il tentativo di conciliazione nei contratti di durata: franchising, consorzio, contratti d’opera, rete, società di persone e subfornitura.
