Svezia choc. Progetto di legge per cambio di sesso a 12 anni

Il Governo svedese ha presentato al Parlamento un nuovo disegno di legge per consentire il cambio legale di genere a partire dai 12 anni. Il ministero svedese degli affari sociali ha infatti introdotto un nuovo disegno di legge che permetterà il cambio legale di genere nel registro nazionale della popolazione ai bambini.

Secondo la proposta choc sarà richiesto solo il consenso del loro tutore per il cambiamento legale di genere e nessun esame o visita medica da parte delle autorità sanitarie sarà necessario. La Federazione svedese per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali (RFSL), un’organizzazione non-profit fondata nel 1950, ha salutato la proposta come un importante passo avanti per i diritti delle persone transgender.

L’emittente nazionale SVT ha riferito, citando il ministro degli affari sociali Lena Hallengren del partito socialdemocratico, che: “È importante che l’individuo possa vivere nel genere e nell’identità che ha. Quando si parla di cambiare l’identità di genere nel registro della popolazione, questo cambio non può essere condizionato agli interventi chirurgici o sui propri genitali”. Il ministro ha ipotizzato che è difficile prevedere se le richieste di cambio di genere aumenteranno una volta che la legge sarà implementata.

Il limite di età per il trattamento medico di correzione del genere rimarrà a 18 anni. La chirurgia, tuttavia, non richiederà un permesso da parte del Consiglio Nazionale della Salute e del Welfare. Invece, i medici locali condurranno i test necessari. La Hallengren ha sottolineato l’importanza della comunicazione e del rapporto tra il paziente e il team medico.

Tutto ciò avviene in un paese dove il numero di ragazze che cercano un cambio di sesso è esploso drammaticamente. Nel 2008, 28 ragazze tra i 10 e i 19 anni hanno ricevuto cure per la disforia di genere, secondo il National Board of Health and Welfare. Nel 2017, un decennio dopo, sono state ‘trattate’ 536 ragazze della stessa fascia d’età. Numerosi rapporti di medici e genitori testimoniano che un gran numero di loro si pente dell’intervento e in alcuni casi ha persino tentato, purtroppo con successo, il suicidio. Nemmeno davanti ai drammatici numeri della realtà, cioè le tantissime vite distrutte, i profeti dei dogmi LGBT si fermano.

Luca Volontè (Pro Vita e Famiglia)

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