Anche per il comunista Rizzo Babbo Natale gay è una strumentalizzazione

“Non mi sono mai addentrato nella sessualità del personaggio di Babbo Natale che dovrebbe recare uguaglianza e fratellanza negli ipotetici doni con una figura che – specialmente tra i bambini – è fonte di fantasticherie e certo non di sessualità manifesta. Avrei detto la stessa cosa se il governo di quel paese avesse fatto pomiciare l’uomo delle renne con Miss Norvegia. Posso aggiungere che mi sono proprio rotto le scatole di questo capitalismo che – per motivi commerciali e geopolitici – vuole cambiare i nostri usi e costumi?”

Parole dirette e senza margine di interpretazione, quelle postate su Facebook da Marco Rizzo, segretario generale del Partito comunista che, come specifica egli stesso nella premessa del suo post, è ateo dichiarato e di sicuro non è un conservatore.

Infatti l’indignazione che lo spot delle poste norvegesi sta suscitando non parte solo dai credenti o dagli esponenti di destra, ma raccoglie un consenso unanime e bipartisan. Riguarda, in sintesi, chiunque abbia un minimo di buonsenso e non ha la vista offuscata dai fumi dell’ideologia.

Come accenna proprio Marco Rizzo, nel suo post, un personaggio leggendario come Babbo Natale e appartenente ad un immaginario fantastico come quello dei bambini, non ha veramente bisogno di essere caratterizzato con una sessualità così manifesta. E come dice bene Rizzo, la stessa cosa sarebbe valsa se Santa Claus fosse stato rappresentato mentre baciava una donna.

Ci si chiede, infatti, perché inquinare la festa del Natale, che ci racconta di un Dio Bambino fragile e indifeso, seppure Dio, calpestando proprio la condizione di fragilità e vulnerabilità dei bambini violentando i loro occhi e la loro mente con immagini che sono lontane anni luce dal modo in cui vivono e percepiscono la realtà.

Peraltro, ci viene da aggiungere, una strumentalizzazione (confezionata ad arte, con elementi di grande suggestione) che non fa bene nemmeno alle persone omosessuali, i cui “diritti”, la cui identità, non si capisce in che modo sarebbero tutelati o rispettati o difesi stravolgendo l’immagine vera di Babbo Natale che, anche nell’immaginario fantastico della loro infanzia, non presentava affatto caratterizzazioni sessuali di alcun tipo.

Insomma, siamo di fronte alla solita propaganda incessante che in ogni occasione opportuna e inopportuna vuole costringerci, a furia di bombardamenti mediatici, a credere ai dogmi che detta e impone il mainstream. Ma, evidentemente, se certe immagini continuano a suscitare indignazione, in chiunque, vuol dire che siamo ancora lontani dall’essere trasformati in un popolo completamente a servizio del sistema.

Manuela Antonacci (Pro Vita e Famiglia)

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