In Italia 200 mila posti di lavoro mangiati dal Covid, crescono sia gli occupati sia i disoccupati mentre diminuiscono gli inattivi

Nonostante la forte ripresa economica, in Italia sono stati mangiati dal Covid circa 200 mila posti di lavoro. Rispetto ai livelli pre-pandemia (febbraio 2020) il numero di occupati è inferiore di quasi 200 mila unità, rileva l’Istat, con un tasso di occupazione pari al 58,6% che è più basso di 0,1 punti. Quello di disoccupazione è sceso dal 9,7% al 9,4%, mentre il tasso di inattività, ora al 35,2%, è superiore di 0,4 punti.

Nel mese di ottobre si è registrata la crescita  sia degli occupati che dei disoccupati, mentre diminuiscono gli inattivi. L’aumento dell’occupazione è pari +35.000 unità (+0,2%) e ha riguardato solamente gli uomini e coinvolge i dipendenti, le persone tra i 15-24 anni e gli ultra 50enni.

Prosegue così la crescita dell’occupazione osservata a settembre, con un aumento in due mesi di oltre 140 mila occupati; rispetto a gennaio 2021, dovuto esclusivamente alla ripresa del lavoro dipendente. A ottobre il tasso di disoccupazione sale al 9,4% (+0,2 punti), nonostante tra i giovani scenda al 28,2% (-1,4 punti).

A seguito della ripresa dell’occupazione, osservata tra febbraio e giugno e a partire da settembre, il numero di occupati è superiore a quello di ottobre 2020 dell’1,7% (+390 mila unita’); variazioni ancora negative si registrano per gli indipendenti e per i lavoratori tra i 35 e i 49 anni, ma in quest’ultimo caso solo per effetto della componente demografica.

Infatti, spiega l’Istat, il tasso di occupazione – in aumento di 1,2 punti percentuali – sale per tutte le classi di età. Rispetto a ottobre 2021, diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-5,6%, pari a -139mila unita’), sia l’ammontare degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-3,1%, pari a -425 mila), valore quest’ultimo che era aumentato in misura eccezionale all’inizio dell’emergenza sanitaria.

La crescita del numero di persone in cerca di lavoro (+2,2%, pari a +51 mila unità rispetto a settembre), osservata sia per gli uomini sia per le donne, coinvolge chi ha più di 24 anni, prosegue l’Istat. Inoltre, la diminuzione del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni, registrata a ottobre rispetto al mese precedente (-0,6%, pari a -79 mila unita’), è generalizzata sia per sesso sia per classe d’età. Il tasso di inattività scende al 35,2% (-0,2 punti).

Confrontando il trimestre agosto-ottobre 2021 con quello precedente (maggio-luglio), si osserva un livello di occupazione più elevato dello 0,2%, con un aumento di 42 mila unità.

La crescita dell’occupazione registrata nel confronto trimestrale si associa alla diminuzione delle persone in cerca di occupazione (-2,1%, pari a -49mila unità) e degli inattivi (-0,2%, pari a -33mila unità).

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