Pioggia di avvisi fiscali: le trappole dietro il PNRR

Tantissime le lettere da parte del Fisco che stanno per arrivare ai cittadini. Si chiamano lettere di compliance, ovvero quegli avvisi in cui sono segnalate le discrasie tra quanto risulta nei database dell’Agenzia delle Entrate e quanto dichiarato dagli italiani nel proprio reddito. Le anomalie vengono notificate per permettere ai cittadini di provvedere agli opportuni adempimenti e sanare eventuali irregolarità, tramite lo strumento del ravvedimento operoso.

La verità è che questa raffica di avvisi e l’incremento della compliance è uno degli obiettivi del PNRR. Già molte le lettere inviate alla fine del 2021, ma la pioggia di brutte notizie arriverà dritta dall’Agenzia delle Entrate per tutto il 2022. Al momento, al vaglio del Fisco, sono le dichiarazioni dei redditi del 2017.

Ci saranno una serie di riforme nel settore della compliance per garantire il raggiungimento degli obiettivi del PNRR. Principalmente due le misure previste, come riporta Money.it:

  • gli avvisi bonari saranno incrementati sulla base del potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e della cooperazione tra banche dati, oltre a un miglioramento degli algoritmi di selezione e del maggior personale dedicato a tale compito;

  • la dichiarazione precompilata IVA annuale verrà messa a disposizione entro il 30 aprile 2023, quindi per l’anno di imposta 2022, per circa 2,3 milioni di partite IVA (su 4 milioni di contribuenti tenuti a presentare la dichiarazione).

E non è tutto. Per contrastare e prevenire l’evasione fiscale, i diritti dei contribuenti rischiano una seria compromissione. Secondo la disposizione contenuta nell’articolo 1, comma 681 della legge 27 dicembre 2019 n.160, tra le attività di rilevante interesse generale che consentono, appunto, limitazioni ai diritti degli interessati, sono state inserite le attività di prevenzione e contrasto all’evasione. A causa del Covid questa norma è rimasta finora inattuata, ma adesso il governo vuole servirsene per portare a compimento gli obiettivi previsti dal Pnrr.

L’utilizzo di questa norma e le tutele che saranno limitate sono riportate nella proposta di decisione di esecuzione del PNRR. Secondo questo documento, racconta Italia Oggi, “andrebbe escluso l’esercizio del diritto degli interessati (contribuenti) di ottenere dal titolare del trattamento (Agenzia delle entrate e Gdf), la conferma o meno che nei loro confronti sia in corso un trattamento che li riguarda”. Escluso anche il diritto dei contribuenti interessati ad accedere ai propri dati oggetto di trattamento. Questi diritti sarebbero differiti fino a quando l’interessato riceve l’invito a sanare le proprie anomalie fiscali. Di conseguenza, esclusi anche i diritti sulla privacy (Regolamento UE n.2016/679).

Il programma di invii non è altro che la diretta attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Nel mirino del fisco sono soprattutto le partite iva: in arrivo verifiche a tappeto per le incongruenze tra fatturazioni e tipologie di beni ceduti, di non corretta applicazione dell’esenzioni Iva, di omessa imputazione di costi inerenti l’attività d’impresa.

CC

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