Dall’opposizione assicurano che non c’è volontà di fare ostruzionismo, ma resta la contrarietà. “Proveremo a migliorarla con i nostri emendamenti, spiegheremo la nostra posizione e daremo battaglia in aula”, spiega alla stessa agenzia di stampa il parlamentare leghista Roberto Turri.E tra i rischi, sottolinea ancora Magi, c’è quello della bocciatura da parte del referendum da parte della Corte costituzionale per via dell’iniziativa legislativa promossa in Parlamento.Per la responsabile del dipartimento Famiglia della Lega, l’eurodeputata Simona Baldassarre, sono invece le parole del pontefice a rappresentare “la stella polare da seguire nell’attuale dibattito sull’eutanasia”.
“Il diritto alla cura – incalza – va privilegiato sempre, perché gli indifesi, i più deboli, gli anziani o i malati non siano mai scartati, bensì accompagnati”. L’eutanasia, spiega ancora l’eurodeputata in una nota diffusa ai giornalisti, “rappresenta l’esatto opposto: un patibolo per chi si sente ormai un peso per i propri cari”. L’appello, quindi, è all’utilizzo delle cure palliative e all’attuazione concreta della legge 38/2010 sulla valorizzazione della figura dei caregiver familiari.
Il comitato per il no all’eutanasia legale
Intanto, per dire no all’eutanasia legale l’associazione Pro Vita e Famiglia ha costituito il comitato “Finché c’è vita”. “L’obiettivo è di diffondere le ragioni del no al referendum sull’omicidio del consenziente promosso dai Radicali, qualora il quesito dovesse essere giudicato legittimo dalla Corte Costituzionale il prossimo 15 febbraio”, ha spiegato il presidente dell’organizzazione, Antonello Brandi, a margine dell’evento “Eutanasia: vite da scartare? Il dovere della società di fronte alla sofferenza”, che si è tenuto mercoledì mattina all’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio.
“Il primo atto del comitato – ha specificato Brandi – sarà quello di depositare presso la Consulta una memoria contro l’ammissibilità del quesito, chiedendo di poterla discutere oralmente nella camera di consiglio del 15 febbraio”.
“Non si tratta di dare più giorni di vita per prolungare gravi sofferenze, ma di dare con amorevole fraternità umana e cuore cristiano più vita e dignità ai giorni che Dio ci dona da vivere in questa terra, accompagnando e sostenendo chi vive la malattia”, è la posizione del presidente dell’Associazione Italiana di Pastorale Sanitaria, don Isidoro Mercuri Giovinazzo, che ha aderito all’iniziativa.
La posizione del Vaticano
Nel 2014, come ricorda Vatican News, Papa Francesco si era espresso contro la “cultura dello scarto”, bollando come “falsa compassione” il fatto che procurare l’eutanasia fosse un “atto di dignità”. Il santo padre era poi tornato sul tema del fine vita in un messaggio del 2017 in cui specificava come “non attivare mezzi sproporzionati o sospenderne l’uso, equivale a evitare l’accanimento terapeutico, cioè compiere un’azione che ha un significato etico completamente diverso dall’eutanasia”.
La questione delle fasi finali dell’esistenza è stata trattata anche nella lettera Samaritanus bonus, approvata dal pontefice nel 2020, in cui la Congregazione per la Dottrina della Fede ribadì che la Chiesa, pur essendo contraria all’accanimento terapeutico, considera l’eutanasia come “un crimine contro la vita umana”.