Danilo a tempo scaduto pareggia il big match. La Signora resta al quarto posto
In settimana si è fatto un gran parlare della possibilità della Juventus di poter riprendere la corsa scudetto grazie agli acquisti di gennaio. Argomento che non hanno mai convinto Allegri, che sempre dichiarato che il discorso Tricolore è un affare che non riguarda più i bianconeri. Questo pareggio, seppur importante, conferma le perplessità del tecnico toscano: troppo forti le milanesi ed il Napoli, per poter ipotizzare una vittoria finale della Juve.
Nel posticipo domenicale parte forte la Juventus con Dybala che recupera palla a centrocampo, tocco per Rabiot che la gira di prima a Vlahovic che con il sinistro impegna Sportiello costretto a rifugiarsi in corner.
Al 12’ è Dybala, imbeccato da McKennie, a provare il mancino giro, il tiro non è preciso e finisce oltre la traversa.
L’Atalanta arriva dalle parti dell’area bianconera al 25’ con una buona azione e un goal mancato De Roon a portiere battuto.
Cinque minuti più tardi Szczesny deve uscire dai propri pali per fermare Koopmeiners, la palla finisce sui piedi di Muriel che tira a porta sguarnita ma Bonucci salva sulla linea. Proteste atalantine per l’uscita del portiere bianconero, con tanto di richiesta di cartellino giallo.
Un minuto dopo il 45’ Zappacosta ci prova dalla lunga distanza, con l’estremo difensore juventino che si stende e salva ancora il risultato.
Nella ripresa è la Juventus a provarci al 54’: corner di Dybala, il pallone dopo una serie di batti e ribatti finisce sul sinistra di Vlahovic ma Sportiello gli nega ancora il goal.
Al 75’ l’Atalanta passa con un calcio punizione battuto magistralmente da Malinovsky, che ha sostituito Muriel. Niente da fare per il portiere della Juventus che vede il pallone centrale l’incrocio dei pali.
La Juve rischia di precipitare 7 minuti più tardi graziata da Hateboer che sotto porta sbaglia a portiere battuto.
La regola non scritta del calcio però vige sempre: goal sbagliato, goal subito. Al minuto 92 Dybala calcia un corner pennellato sulla testa di Danilo, che a tempo scaduto agguanta il pareggio, tenendo i bianconeri al quarto posto a più due della Dea che ha una partita in meno.
Post partita al veleno per l’Atalanta con Gasperini che, come successo dopo la sconfitta contro la Fiorentina in coppa Italia, diserta i microfoni come forma di protesta nei confronti dell’arbitro Mariani.
Si fa sentire invece il direttore della Dea Umberto Marino, arrivato ai microfoni di Dazn proprio mentre il l’ex arbitro Marelli provava a spiegare, regolamento alla mano, perché non fosse d’accordo con le proteste atalantine.
Marino entra subito a gamba tesa: “Menomale che Marelli non arbitra più, ci manca un rigore e sul portiere della Juventus c’era il rosso”.
Poi disamina la gara: “la squadra mi è piaciuta tanto, bisogno fare dei grandi elogi a chi è sceso in campo perché ha giocato alla pari contro una grande Juve, che arrivava da tanti risultati utili consecutivi”.
Il direttore conclude il suo intervento analizzando la situazione in classifica: “Il campionato è ancora lungo, non credo che il discorso quarto posto possa limitarsi a noi e alla Juve, dietro c’è tanto movimento, con la Lazio, la Fiorentina, la Roma Manca ancora tanto”.
Rilassato dopo il goal di Danilo, Allegri nel post partita: “Sarebbe stato un peccato perdere una partita giocata bene, ma abbiamo sbagliato tanto in fase realizzativa. Tecnicamente è stata una partita piacevole – ha aggiunto l’allenatore – in panchina mi stavo divertendo, almeno finché non perdevamo. La squadra ci ha creduto fino alla fine, con il bellissimo gol di Danilo.
Il tecnico bianconero torna a parlare del primo posto in classifica: “Che lo scudetto fosse riservato alle tre davanti era ufficiale anche prima. Noi dobbiamo conservare il quarto posto. Chi vince il campionato? L’Inter, lo dico da settembre. Con tutto il rispetto per Milan e Napoli”
Il capitolo scudetto è sicuramente chiuso, ma la nuova Juventus, decisamente più brillante, specie in avanti con il tridente Morata, Vlahovic e Dybala, ha ancora altri obiettivi da poter centrare e questa lunga striscia positiva (ultima sconfitta nella giornata di andata proprio con l’Atalanta) può far ben sperare i tifosi.
Beppe Magrone
