Il rischio che Mario Draghi perda sempre più consensi, come accadde ad un altro Mario, per intenderci Mario Monti, si fa sempre più concreto. Anche Monti prese in mano le redini del Governo come un tecnico che avrebbe dovuto portare a termine una missione “salvifica” dell’Italia, ma diversa dagli obiettivi di Draghi. Monti aveva il compito di ridurre lo spread con la Germania, ma il suo lavoro non fu apprezzato, nonostante la stampa lo avesse tanto osannato una volta sedutosi al vertice dell’esecutivo. E così col passare dei mesi i suoi consensi calarono a picco.
Il governo Monti rimase in carica per quasi un anno e mezzo, esattamente dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013. Quel Mario era visto come un uomo freddo, insensibile e disposto a tutto pur di mettere a posto i conti, tanto che ci fu il tentativo di una “operazione empatia”, ritraendolo con un dolce cagnolino in braccio durante una delle sue interviste in televisione. Un riscontro mediatico ci fu, ma non bastava. Non appena il Tecnico Incaricato si mise politicamente in proprio tutto divenne un disastro. E chissà se a questa “debacle” mediatica ci stia pensando proprio l’attuale Presidente del Consiglio, additato della stessa freddezza del suo predecessore. Ci avrà pensato sicuramente dopo aver letto sul sondaggio della Ghisleri, pubblicato da la Stampa, di aver perso addirittura 4 punti di consenso personale in soli 20 giorni.
Su Affariitaliani.it, per l’opinione di Gianni Pardo, Mario Draghi veniva definito “un pesce freddo”. “Un uomo che funziona a bassa emotività, calcola al millimetro la traiettoria ed è pragmatico fino alla spietatezza. Non soltanto non getta il cuore oltre l’ostacolo, ma forse neppure lo ha”. La stampa lo ha idolatrato al suo arrivo a Palazzo Chigi, fiduciosa delle capacità tecniche del banchiere, dopo le importanti cariche internazionali ricoperte. Ma ad oggi il suo operato si è rivelato un fallimento. Nessun cambiamento in positivo da quando ha “spodestato” Giuseppe Conte, con decreti inefficaci e l’aumento dei contagi da Covid 19 negli ultimi mesi.
I delusi potrebbero tentare una “operazione empatia” come quella che fu messa in atto per Monti, con la speranza che riesca meglio. Come informa ancora la Stampa, adesso il piano è quello di un Grand Tour tra le eccellenze italiane: da Genova, a Roma e Firenze. E magari più interviste a tg e giornali per tentare un approccio più diretto con gli italiani. Insomma, se Draghi vuole evitare lo stesso epilogo di Monti, dovrà mettercela tutta. I sondaggi parlano chiaro: sempre più cittadini non nutrono più fiducia nel premier.
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