L’Istat stima che il fatturato dell’industria italiana (destagionalizzato) sia sceso del 2,1% a dicembre rispetto a novembre (quando c’era stato un aumento del 2,4%), determinato da una contrazione più ampia del mercato interno (-3,1%) rispetto a quello estero (-0,2%). Nel quarto trimestre l’indice complessivo è cresciuto del 3,9% rispetto al trimestre precedente (+4,3% sul mercato interno e +3,4% su quello estero).
Per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie, si registrano marcati incrementi tendenziali per l’energia (+58,1%) e i beni intermedi (+27,9%), più contenuti per i beni di consumo (+11,4%); per i beni strumentali si rileva, invece, una flessione dello 0,2%. Con riferimento al comparto manifatturiero, gli aumenti tendenziali riguardano tutti i settori di attività economica, ad eccezione dei mezzi di trasporto.
“Nel complesso del 2021 il fatturato dell’industria registra una dinamica in marcato recupero rispetto all’anno precedente, influenzato pesantemente dall’emergenza sanitaria, con una crescita annua del 22,6%. L’espansione è stata più robusta per la componente interna che per quella estera”, ha commentato l’Istituto nazionale di statistica. “Anche l’indicatore di volume, relativo al solo settore manifatturiero, risulta in crescita in media d’anno, seppure in misura più contenuta”, ha aggiunto
