Ai Biancoazzurri il pari non basta ed è il Porto a qualificarsi
Dopo il 2-1 dell’andata, la Lazio all’Olimpico deve arrendersi ai portoghesi che con il 2-2 approdano agli ottavi di finale di Europa League.
In un’atmosfera straordinaria parte subito bene la Lazio con immobile che s’invola in area ma allarga troppo il diagonale, non trovando la porta per pochi centimetri.
Due minuti dopo: Pepe sbaglia una verticalizzazione e Milinkovic-Savic intercetta, l’attaccante laziale è più veloce del difensore portoghese, che lo insegue inutilmente per tutta la metà campo, Immobile non perdona e batte Diogo Costa sul primo palo. Ventesima rete europea per l’attaccante e record di Simone Inzaghi eguagliato.
Conceicao corre ai ripari ed inserisce Toni Martinez e Taremi, dimostrando si saper leggere bene le gare, dato che è l’iraniano a pareggiare: minuto 29’ Milinkovic Savic lo mette giù. Il direttore di gara prima ammonisce l’attaccante del Porto, ma dopo aver consultato il VAR concede il rigore. E dal dischetto Taremi non sbaglia, Strakosha intercetta l’angolo ma non riesce ad evitare il goal.
Nella ripresa partono bene i portoghesi. Dopo sessanta secondi, Pepè impatta bene di testa un cross ma la mira non è precisa e la sfera finisce fuori di un soffio.
Stessa sorta per la Lazio due minuti più tardi con Luiz Alberto che manda il destro fuori di un niente.
Poi è show Strakosha che al 54’ nega prima il goal a Otavio e subito dopo a Vitinha. Il portiere si oppone 10 minuti più tardi a Galeno con una straordinaria parata.
Il goal portoghese però è nell’aria e l’estremo difensore laziale niente può sul tiro ravvicinato di Uribe pescato magistralmente da uno “scavetto” di Taremi.
All’ 80’ Luis Alberto fa esplodere l’Olimpico con un destro angolare, ma è solo un’illusione ottica, perché il pallone va sull’esterno della rete. Un minuto più tardi il 10 della Lazio prima colpisce in pieno la traversa e dopo si fa murare il tiro dal portiere Diogo Costa.
A tempo scaduto immobile colpisce di nuovo il palo ma Cataldi riesce a mettere in rete segnando il definitivo 2-2. Ma il gol arriva troppo tardi e non bastano i sette minuti di recupero decretati dall’arbitro Aytenik: la Lazio deve abbandonare la competizione europea.
Un Sarri amareggiato nel post partita: “Sapevamo di affrontare una squadra forte, che lo scorso anno ha fatto i quarti di Champions e ha eliminato in pochi mesi Juve e Milan, però in queste due partite abbiamo dimostrato di essere alla. Prendiamo l’aspetto positivo, la squadra è in grande crescita e finalmente potremo allenarci un po’ di più”.
L’allenatore toscano pone sotto la lente d’ingrandimento la questione assenze e impegni ravvicinati: “essere competitivi su tutti e due i fronti diventa complicato quando hai 4-5 infortunati, però se avessimo continuato a crescere nei prossimi 2-3 mesi potevamo anche reggere il doppio impegno. Uno degli aspetti più positivi è che questa squadra comincia a dare la sensazione di essere diventato un gruppo, i ragazzi hanno obiettivi che coinvolgono tutti e sono disposti a lottare. Abbiamo fatto un salto di qualità importante, ora dobbiamo pensare alla partita che arriva tra tre giorni. Speriamo di arrivarci pronti dal punto di vista mentale, che è l’aspetto predominante rispetto a quello fisico”.
Sarri ha anche parole per il rigore assegnato al Porto: “penso che sia il primo caso in cui una simulazione si trasforma poi in rigore. Ero lì io quando l’arbitro ha rivisto al Var, non si può decretare il rigore su un fermoimmagine. Ha ragione Gasperini, facciamo il tifo affinché blocchino il Var. Il piede di Milinkovic – conclude Sarri – non si muove mai verso il giocatore, succede il contrario, è chiara ricerca del fallo”, le parole del tecnico a Lazio Style Channel.
Beppe Magrone
