Il peggio della settimana: Putin – Prezzi benzina, diesel, metano e GPL

La guerra che Putin ha iniziato questa settimana contro l’Ucraina ha sconvolto persino i russi. Sia i giovani in piazza che gli accademici non fanno che ripetere le parole “shock” e “vergogna” per quanto stia accadendo. Impensabile nel 2022 assistere ancora a cotanta violenza da parte di Paesi che ben dovrebbero conoscere la civiltà e le conseguenze drammatiche che, come la storia insegna, si verificano con la belligeranza. Il presidente russo come un despota non ha permesso rivolte, sopprimendole già 1.800 arresti giovedì.

Sospeso il programma televisivo di Ivan Urgant, noto anche per i suoi spettacoli canori di Capodanno in italiano, dopo aver scritto un semplice “No alla guerra” sul suo profilo Instagram, insieme ad un quadrato nero a simboleggiare il lutto.  Elena Chernenko, la più famosa giornalista russa di politica estera è addirittura stata espulsa dal pool del ministero degli Esteri, a seguito di una petizione contro la guerra che stava raccogliendo copiose firme. E non sono mancate molte altre petizioni a contrasto della guerra avviata da Mosca: solo quella sul sito Change.org, lanciata dall’attivista per i diritti umani Lev Ponomarev è riuscita a raccogliere più di mezzo milione di firme in una giornata.

Gli studiosi non si sono risparmiati. In una lettera hanno espresso il loro dissenso alle violente azioni di Putin: “Si tratta di una decisione fatale che causerà enormi perdite umane e minerà le basi del sistema di sicurezza collettiva“, si legge nella lettera a firma di più di 2mila studiosi, “la responsabilità per aver scatenato una nuova guerra in Europa ricade interamente sulla Russia”. Parliamo di personaggi illustri, anche membri dell’Accademia delle Scienze russa, e studiosi anche vincitori del Nobel nel 2010 per le ricerche sul grafene, ovvero Andrei Geim e Konstantin Novoselov.

A spaventare non solo la popolazione ucraina, ma quella di tutto il mondo, intanto, è anche la corsa dei prezzi dei carburanti, che non accenna a fermarsi. La benzina è già diventata un bene di lusso, costando più di 2 euro al litro in modalità servito, mentre il gasolio ha raggiunto la soglia di 1,9 euro/litro. Siamo ancora agli inizi del 2022 e i preannunciati rincari sono già alle stelle. I listini dei carburanti sono i più alti negli ultimi 9 anni. Solo nel 2013 la benzina, in base ai dati ufficiali del Mise, era riuscita a raggiungere picchi di 1,803 euro al litro. La guerra, certo, non è di aiuto. Le tensioni messe in campo dal governo russo non potranno fare altro che peggiorare questa situazione già drammatica.

Il petrolio ormai costa 100 dollari al barile, e questo potrebbe portare ad un ulteriore aumento del carburante. Il timore è che quest’ultimo arrivi anche a 3 euro al litro. Anche il metano è interessato dagli aumenti spropositati: da 0,981 €/kg nelle scorse settimane, ora ha raggiunto i 2 euro al kg. In base a quanto rivela Assoutenti, associazione che si occupa di trasporti, e il Codacons, benzina e diesel costeranno circa 402 euro in più a famiglia rispetto allo scorso anno. Una situazione drammatica, specie dopo le difficoltà legate alla pandemia.

CC

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